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Rc auto obbligatoria, molti posti di lavoro a rischio

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"L’Ania (Associazione Nazionale delle Imprese di Assicurazione) si rifiuta di applicare il fondo per le compagnie fallite". Lo dichiara oggi (16 novembre) in una nota Giovanni Cavalcanti, segretario nazionale della Fisac Cgil. "Infatti - spiega - la compagnia di assicurazione 'Progress' viene posta in liquidazione coatta amministrativa da parte dell’Istituto di Vigilanza del settore (Isvap) e l’Ania si è attivata per bloccare l’applicazione del fondo, che prevede o l’incentivazione volontaria o il prepensionamento per i dipendenti. Il settore assicurativo è sprovvisto degli ammortizzatori che sono presenti negli altri comparti dell’economia del paese".

"In questo modo l’Ania si rende responsabile della perdita del posto di lavoro di questi addetti, nonostante il fondo sia stato liberamente sottoscritto tra Ania e le organizzazioni sindacali del settore e si rifiuta di applicare l’art. del contratto nazionale che prevede l’assunzione di questi lavoratori. Anche l’Isvap ufficialmente riconosce la piena validità di queste tesi".

"Risulta inaccettabile - prosegue Cavalcanti - che le compagnie di assicurazione raccolgano i premi delle polizze Rc auto, che sono obbligatorie per legge, e non si pongano il problema di applicare le norme contrattuali relative alle ricadute occupazionali dei fallimenti aziendali. La decisione di non applicare le norme esistenti ci auguriamo che venga superata. Altrimenti l’Ania si sottrarrebbe ad un elementare criterio di responsabilità d’impresa. Il che risulta oltremodo molto grave se consideriamo che l’attività assicurativa vende fiducia, tranquillità e sicurezza".

"Tale decisione - inoltre - avviene in un periodo in cui le compagnie di assicurazione sono nel mirino dell’Isvap (Istituto di Vigilanza) per quanto riguarda gli aumenti delle tariffe R.C. auto e per quanto riguarda la liquidazione dei sinistri. Infatti l’Isvap sottolinea costantemente con forza la progressiva riduzione delle presenze dei liquidatori sul territorio e denuncia come la qualità del servizio resa all’utente risulti spesso  inadeguata".

L'immagine delle aziende,
secondo la Fisac, "su questo versante non gode certo di grandi favori all’interno dell’opinione pubblica. Occorrerebbe che il comportamento delle aziende sia volto allo sviluppo di politiche socialmente responsabili verso tutti - conclude -: utenti, dipendenti, danneggiati e che sia all’altezza del ruolo che compete alle imprese di assicurazione in una società moderna".



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TAGS rc auto fisac cgil

16/11/2010 18:50

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