Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, i tre operai dello stabilimento di Melfi della Fiat licenziati dall'azienda e reintegrati dal giudice del lavoro, "dopo circa due mesi e mezzo, sono tornati in fabbrica
Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, i tre operai dello stabilimento di Melfi della Fiat licenziati dall'azienda e reintegrati dal giudice del lavoro, "dopo circa due mesi e mezzo, sono tornati la notte scorsa in fabbrica, dove hanno svolto attività sindacale, mentre il 18 gennaio è stata fissata l'udienza per il ricorso della Fiat contro il provvedimento di reintegro nei loro confronti".
Lo ha detto all'Ansa,
il segretario della Fiom-Cgil Basilicata,
Emanuele De Nicola. "Barozzino e Lamorte, essendo nostri delegati - ha raccontato De Nicola - hanno richiesto e ottenuto un permesso sindacale ed hanno incontrato gli operai all'interno dello stabilimento. Pignatelli, invece, e' rimasto nella saletta esterna messa a disposizione dalla Fiat"
I tre operai non entravano in fabbrica dallo scorso 23 agosto, quando, accompagnati dall'ufficiale giudiziario, varcarono i cancelli ma non fu consentito loro di tornare sulle linee di montaggio. L'azienda, infatti, aveva consentito a Barozzino, Lamorte e Pignatelli, soltanto di svolgere attivita' sindacale in una saletta esterna. Da quel giorno e' iniziata la battaglia legale tra la Fiom-Cgil e la Fiat, che ha ad oggetto proprio il provvedimento di reintegro nei confronti dei tre operai.
Il giudice del lavoro del Tribunale di Melfi, Amerigo Palma, ha stabilito che l'udienza per il ricorso presentato dall'azienda riprendera' il prossimo 18 gennaio, "ma ha accolto - ha spiegato De Nicola - soltanto due delle 33 testimonianze da noi richieste, ed altre quattro richieste dalla Fiat. Per quanto riguarda i sopralluoghi all'interno dello stabilimento - ha concluso - il giudice si e' riservato di decidere nei prossimi giorni".