Chiude i battenti il summit di Seul. Al centro del generico documento finale, c'è il lavoro come motore della ripresa."La crescita c'è, ma restano alti i rischi". Serve "una vigilanza più efficace" sulle banche. Obama: "Il lavoro è la mia priorità"
Chiude i battenti il G20 di Seoul. Al centro del documento finale, considerato come sempre dai più atteti commentatori sufficientemente generico e ambiguo perché tutti possano dire di avere vinto, c'è un obiettivo: creare posti di lavoro. E' quanto hanno deciso i leader riuniti in Corea del Sud, che però non mancano di avvertire: "La ripresa c'è, ma restano alti i rischi".
Il lavoro. La battaglia alla disoccupazione deve essere dunque il primo passo per uscire da una crisi che fa ancora sentire i suoi effetti. E' questo l'impegno preso dai leader dei 20 grandi. "Riconosciamo l'importanza di fare fronte alle preoccupazioni più vulnerabili - si legge nel teso - e a questo fine siamo determinati a mettere i posti di lavoro come punto centrale della ripresa e fornire protezione sociale e lavoro dignitoso, oltre che ad assicurare una crescita accelerata nei Paesi a basso reddito". Nel comunicato finale i 20 leader s'impegnano poi a "produrre un piano con impegni politici di ciascun paese per raggiungere i tre obiettivi di una crescita forte, sostenibile ed equilibrata".
Valute. Il G20 inoltre resterà "vigile" sugli "eccessi di volatilità delle valute" e ribadisce il no "alle svalutazioni competitive" sostenendo la "flessibilità dei tassi di cambio" per riflettere i "fondamentali economici". Sul fronte degli squilibri commerciali invece - si legge nel comunicato finale - si sottolinea il no al protezionismo e la necessità "di ridurre gli eccessi" a livelli "sostenibili".
Le linee guida. I grandi affidano poi al "Gruppo di lavoro sul framework, con il supporto tecnico dell'Fmi e altre organizzazioni internazionali", lo sviluppo di "linee guida indicative" da riferire ai ministri delle finanze e ai Governatori Centrali". Una prima verifica - sottolinea – ci sarà già a metà del 2011.Sul fronte dei cambi e delle guerre valutarie - uno dei temi 'spinosi' del vertice – il testo ribadisce quindi quanto concordato, tre settimane fa a Gyeongyu, dal G20 Finanza: no alle competitive ma lasciando le fluttuazioni dei tassi di cambio al libero gioco dei mercati rispettando i fondamentali economici.
Banche e finanza. Nell'incontro coreano c'è stato poi il via libera alle nuove regole sulle banche e la finanza messe a punto dal comitato di Basilea3 e dal Financial Stability Board (Fsb) presieduto dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Nelle conclusioni del summit, i leader mondiali - in riferimento alle raccomandazioni dell'Fsb - hanno ribadito la necessità che nessuna istituzione finanziaria "dovrebbe essere troppo grande per fallire e che il contribuente non dovrebbe sostenere i costi dei fallimenti".
Basilea. Il G20 ha quindi concordato che le banche che hanno una rilevanza sistemica globale "dovrebbero essere soggette a un processo sostenuto di programmazione internazionale obbligatoria di salvataggio e soluzione delle crisi". Per quel che riguarda il nuovo accordo di Basilea, nelle conclusioni si sottolinea come i nuovi standard di capitale e di liquidità delle banche aumentano "la robustezza del sistema bancario globale". "I nuovi standard ridurranno significativamente l'incentivo delle banche ad assumere rischi eccessivi, diminuiranno la probabilità e la gravità di crisi future e creeranno un sistema bancario che potrà meglio sopportare, senza sostegni straordinari dei governi - gli stress della magnitudine della recente crisi finanziaria".
Vigilanza. I leader insistono poi sulla necessità di "una vigilanza più efficace", con "mandati più forti e non ambigui, indipendenza di operato, risorse sufficienti e tutti gli strumenti e i poteri necessari per identificare e affrontare i rischi in modo pro-attivo, anche con stress test condotti su base regolare".
L'Unione europea. I ministri delle finanze dei cinque Paesi della Ue che siedono al tavolo del G20 (Francia, Germania, Italia e Regno Unito) hanno poi stilato una dichiarazione congiunta per rassicurare i mercati sulla situazione finanziaria in alcuni Paesi della zona euro, in particolare quella dell'Irlanda. I ministri sottolineando come già esiste un Fondo salva-Stati provvisorio e come si stia lavorando alla costituzione di un meccanismo permanente dalla metà del 2013.
Obama. L'economia globale "è di nuovo sul cammino della ripresa", ma i risultati "non sono stati abbastanza veloci" e bisogna fare di più soprattutto per quanto riguarda il lavoro "che è la mia priorità". È quanto ha detto Barack Obama al termine del vertice. Per il presidente americano l'incontro ha ottenuto risultati anche se "i commentatori amano mettere in luce le differenze tra i leader, forse perché altrimenti questi vertici non sarebbero interessanti".