Difficile che i grandi riuniti a Seul trovino un'intesa sui temi centrali: la questione dei cambi e quella degli squilibri delle bilance commerciali. Intanto, 50mila si preparano a manifestare contro il summit. Berlusconi c'è, ma pensa all'Italia
Ancora una volta i G20 non sembrano nelle condizioni di trovare un accordo sui punti chiave: la questione dei cambi e quella degli squilibri delle bilance commerciali. Si apre con questa consapevolezza diffusa il vertice dei grandi del mondo ospitato questa volta a Seul, capitale della Corea del Sud. La città è blindata in attesa della
grande manifestazione prevista per il pomeriggio alla quale parteciperanno almeno 50mila persone.
Stasera i Big faranno un primo giro di tavolo sulla situazione economica ed il sistema della regole. Per poi proseguire i lavori domani mattina nella prima sessione plenaria della giornata. Nel corso della colazione di domani, invece, il tema sarà allargato al
commercio e i cambiamenti climatici con particolare attenzione alla crescita sostenibile. Nel pomeriggio invece è in programma un altra sessione plenaria sulla riforma delle regole della finanza, l'energia, al termine della quale sarà adottata la dichiarazione finale dei Grandi, illustrata nel corso di una conferenza stampa.
Ma come si diceva,
i passi avanti sinora compiuti riguardano solo le questioni "meno controverse, come la riforma del Fondo Monetario internazionale" e l'atteso via libera al piano Draghi per la finanza. Sulle questioni riguardanti la politica monetaria e quella commerciale - spiega Kim Yoon-kyung, portavoce coreano - "il gap invece resta" perché le posizioni erano così "distanti" da non permettere agli sherpa di raggiungere un'accordo: siamo di fronte a "posizioni parallele".
Per l'Italia sono arrivati a Seul il premier Silvio Berlusconi, accompagnato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il Governatore di Bankitalia
Mario Draghi, nella sua veste di presidente del Financial Stability Board. Ma la testa del premier e del ministro è naturalmente tutta rivolta alla difficile situazione politica interna e all'incontro che proprio stamattina vedrà faccia a faccia Gianfranco Fini e "il mediatore" Umberto Bossi.
E proprio sulla situazione italiana il premier
Berlusconi ha dichiarato in inglese, durante un incontro bilaterale con il collega vietnamita Nguyen Tan Dung, che "adesso nel mio Paese ho qualche problema".
Il presidente americano
Obama ha invece annunciato progressi nei rapporti tra Cina e Stati Uniti su delicati problemi, come l'apertura dei mercati cinesi e il valore della moneta cinese. "Come due potenze nucleari abbiamo obblighi speciali nell'affrontare il problema della proliferazione nucleare - ha detto Obama all'inizio del suo incontro col collega cinese
Hu Jintao - Come potenze economiche abbiamo obblighi speciali nel perseguire una crescita bilanciata e sostenibile".