Nel mirino la campagna costata 9 milioni di euro che recita: "La sicurezza la pretende chi si vuole bene". Interrogazione parlamentare della senatrice Idv, Giuliana Carlino: "Non sarebbe stato meglio usare quel denaro per rafforzare i controlli?"
Arriva al Senato, tramite un'interrogazione parlamentare, l'appello contro lo spot per la sicurezza sul lavoro ideato dal dicastero guidato da Sacconi e costato ben 9 milioni di euro. La protesta era nata qualche settimana fa per iniziativa di
un gruppo di Rls e lavoratori, che contestano a Sacconi di avere rovesciato le responsabilità degli infortuni, addossando le colpe ai dipendenti e non al datore come recita lo slogan "La sicurezza la pretende chi si vuole bene". La senatrice dell'Italia dei valori Giuliana Carlino ha raccolto la protesta e l'ha portata all'attenzione di Palazzo Madama.
Già il
Testo unico del governo Prodi, osserva la senatrice, ha subìto una lunga serie di modifiche imposte dal nuovo esecutivo che lo hanno stravolto completamente, diminuendo di fatto i livelli di tutela dei lavoratori attraverso riduzione dei poteri, delle funzioni e delle risorse degli organismi di vigilanza e in generale dell'intero apparato sanzionatorio. Un'idea evidentemente ben radicata in questo esecutivo, osserva Carlino sottolineando l'affermazione del ministro dell'Ecomonia Tremonti pronunciata lo scorso 25 agosto "Robe come la 626 (la vecchia legge sulla sicurezza sul lavoro, ndr) sono un lusso che non possiamo permetterci".
Quindi l'
interrogazione che risale allo scorso 21 ottobre (
qui il testo completo): "Il ministro Sacconi non ritiene che la campagna avrebbe dovuto essere impostata diversamente, con un richiamo nei confronti delle aziende al rispetto della legge piuttosto che con la sottile colpevolizzazione dei lavoratori? Non ritiene che il denaro pubblico impiegato per detta campagna avrebbe potuto essere investito in un incremento del personale addetto alle ispezioni e in maggiori controlli presso le aziende? E infine, quali azioni concrete il governo attuerà per garantire agli appositi organismi di vigilanza tutte le risorse necessarie per lo svolgimento dei loro compiti, nonché al fine di ripristinare un serio e rigoroso apparato sanzionatorio contro le violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro?".
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