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Due minori ottengono la cittadinanza, grazie al giudice

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La storia di due bambini della Guinea-Bissau a Como. Il genitore diventa cittadino italiano, ma si separa dalla moglie e perciò non può estendere la cittadinanza ai piccoli, perché formalmente non convivono con lui. C'è voluto il ricorso al tribunale

di Ardjan E. Paçrami*

autore: ©Roberto Gimmi, da flickr (immagini di Maurizio Minnucci)
Ottobre 2010: due minori della Guinea-Bissau si seggono nei banchi di scuola come cittadini italiani. Detta così, la notizia non ha particolare valore perché sempre più spesso il nostro vicino di casa, il collega di lavoro, il compagno di scuola o di viaggio, diventa cittadino italiano quando possiede i requisiti previsti dalla legge. Se riguarda un genitore, il diritto scatta in automatico anche per i figli minori conviventi. La particolarità è che i due bambini in questione hanno ottenuto la cittadinanza solo per un'importante decisione dei giudici del tribunale di Como in composizione collegiale. La sentenza, a quanto ci risulta è la seconda su tutto il territorio nazionale, stabilisce chiaramente alcuni principi fondamentali, mettendo al centro il bene dei minori.

Il genitore, in questo caso il padre, ha ottenuto la cittadinanza  con decreto del presidente della Repubblica giurando davanti al sindaco di un Comune della provincia di Como il 15 settembre 2009, con effetto dal 16 settembre 2009. La legge prevede, all'articolo 12 del regolamento di esecuzione del Drp 572/93 che, per estensione del diritto, venga conferita la cittadinanza anche ai figli minori conviventi.

È sul termine "conviventi" si inceppa tutto il meccanismo. La responsabile del servizio del Comune di Como ritiene che il requisito della "convivenza" non sia presente perché i minori abitano con la madre mentre è in corso la separazione tra i genitori con affidamento condiviso dei figli. Scambia così la "convivenza", ossia la condivisione del complesso di relazioni, sentimenti, emozioni, situazioni e problemi, con la "coabitazione", condizione sicuramente non sufficiente perché si attui una reale convivenza.

Come sempre il padre, da iscritto, si rivolge a chi lo ha sempre seguito in tutte le pratiche inerenti l'immigrazione, il Clas (Coordinamento lavoratori stranieri) Cgil di Como. Il nostro ufficio tenta più strade per cercare di dirimere la questione in tempi brevi e senza aggravio di spese per nessuno: contatta in varie forme l'assistente sociale, la responsabile del servizio, il legale del Comune e il sindaco.

Alla fine di questo percorso, ci arriva una lettera del primo cittadini che riconferma le posizioni dell'ufficio comunale competente, pur manifestando la piena disponibilità a far diventare questi bambini cittadini italiani nel caso in cui i giudici ravvisassero la possibilità di applicare l'estensione del diritto nel caso in esame. A questo punto, senza alternative, si è deciso di adire le vie legali e presentare ricorso presso il tribunale civile di Como, grazie alla disponibilità e professionalità, nonché all'infinita pazienza dell'avvocato Angelo Vaccaro.

I giudici Montanari, Croci e Nardecchia, in composizione collegiale, dichiarano, ritenendo, tra l'altro, che "sussista il requisito della convivenza stabile ed effettiva" come richiesto dalla legge. Questo accade perché i bambini transitano "con regolarità dall'una all'altra delle rispettive residenze, pur dovendo necessariamente, a causa delle regime di separazione dei genitori, essere inseriti nello stato di famiglia di uno soltanto di questi". È così sancito il diritto dei ricorrenti a ottenere la cittadinanza italiana.

Senza ombra di dubbio si partecipa alla felicità di questi minori e dei loro familiari. Contemporaneamente, però, ci si chiede perché si è costretti ad andare in tribunale per ottenere i propri diritti, mentre sarebbe sufficiente che ognuno di noi si adoperasse per rimuovere tutti gli ostacoli affinché ogni cittadino possa vivere la pienezza della dignità umana, così come la nostra Costituzione garantisce.

* responsabile Clas Cgil Como



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TAGS migranti clas como cittadinanza minori

05/11/2010 18:03

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