Intervista all'ad di Asia. Il Comune di Napoli sversa nella discarica di Chiaiano circa 600 tonnellate giornaliere. Il resto dovrebbe andare a Taverna del Re a Giugliano. Ma lì la popolazione è in rivolta e il caos è dietro l'angolo
"La situazione è preoccupante, stiamo riuscendo a raccogliere più rifiuti di quanti ne vengono prodotti in un giorno a Napoli, gli uomini e i mezzi sono stati spesi al limite, ma non potremo farlo per molto tempo". Daniele Fortini, amministratore delegato dell'Asia, la società di raccolta dei rifiuti controllata dal comune di Napoli non nasconde i tempo difficili che aspettano la città e la Campania. Eppure il governo non aveva assicurato una risoluzione rapida? "Altro che tre giorni – attacca – il problema è un altro. Se continueremo ad insistere sul modello di raccolta e gestione dei rifiuti, imposto dalla Impregilo, e accolto da Regione e Governo, avremo una crisi devastante ogni due anni". La differenziata? "Dateci risorse e ridurremo di due terzi i rifiuti da conferire in discarica". Non le manda a dire Fortini. Pacato, ma preciso nella ricostruzione dei fatti che hanno portato la regione Campania ad un passo dal baratro di una nuova emergenza rifiuti. Meno di una settimana fa, in uno scontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che imputava all'Asia (e al comune di Napoli) le responsabilità della cattiva gestione della discarica Cava Sari, a Terzigno, da cui sarebbe scaturita la rivolta, ha ribattuto colpo su colpo. Ora il governo è ufficialmente fuori dall'emergenza campana. Nel pieno della crisi Bertolaso ha lasciato la Campania.
Sorpreso della "fuga" di Bertolaso?
"Non ne sono sorpreso. Il capo della protezione civile era arrivato a Napoli senza poteri, senza soldi e senza una struttura consolidata. Di fatto il governo non ha dichiarato lo stato di emergenza".
E allora, scusi, cosa era venuto a fare a Napoli?
"Questo me lo chiedo anche io: ufficialmente per dare una mano, per mediare tra la Regione e i sindaci vesuviani che chiedevano di non aprire una seconda discarica a Terzigno. Certo è che Bertolaso è venuto per aprire Cava Vitiello e poi ha dovuto fare marcia indietro dopo l'intervento personale di Berlusconi. Scelta sacrosanta: è assurdo costruire un altro sversatoio nel Parco nazionale del Vesuvio. Ma l'intervento del governo non ci porta fuori dall'emergenza. Anzi. Abbiamo una discarica in meno su cui contare".
Berlusconi vi ha accusato della cattiva gestione della discarica di Terzigno. Avreste portato rifiuti direttamente in discarica: e questi quando non sono stabilizzati puzzano e il cattivo odore ha contribuito a scatenare la rivolta.
"La discarica di Terzigno è stata usata male? Ci sono delle irregolarità da attribuire all'Asia? Allora mi aspetto che la discarica venga sequestrata e l'ordinanza con cui saremo rimossi. L'aspetto ma non la temo".
Perché è così sicuro?
"Ho già spiegato che i flussi di conferimento dell'immondizia non li decido io, ma la Regione. Che tra l'altro è stata supportata dall'unità stralcio della Protezione civile fino al 3 ottobre. L'Asia esegue non pianifica i flussi, e questo Berlusconi dovrebbe saperlo".
E allora come si spiega il cattivo odore che ha portato alla rivolta di Terzigno?
"Tra luglio e agosto l'ufficio flussi della Regione ci ha ordinato di conferire 43 mila tonnellate di rifiuto organico non stabilizzato. Abbiamo eseguito il compito."
Quale spiegazione si è dato di questa nuova crisi?
"Il problema nasce quando l'unità stralcio ha abbandonato, all'inizio di ottobre, i compiti di pianificazione dei flussi. Fino ad allora l'ufficio regionale era supportato da un equipe di 8 militari esperti di logistica. Oggi è un solo funzionario della Regione a dover svolgere questo compito. La verità e che uomini e competenze non si improvvisano. dopo 16 anni di emergenza in cui il contributo dei poteri locali è stato visto come un'ingerenza dalla stessa protezione civile."
Eppure era anche ora che la responsabilità tornasse alle istituzioni locali. Nel decreto governativo del febbraio 2010, con cui viene formalmente superata l'emergenza, vengono ritagliati compiti importante di gestione dei rifiuti per le province.
"E' l'unica regione in Italia a dare questo ruolo alle province. E' un suicidio. Da altre parti sono i comuni a pianificare e a gestire di concerto con gli enti regionali. Le province non hanno capacità di gestione né di pianificazione."
Lei ha criticato aspramente il modello di gestione della Impregilo. Perché?
"Perché è stato fallimentare puntare tutto sugli stir, gli stabilimenti di tritovagliatura e imballaggio che dovrebbero dividere il combustibile da rifiuti per gli inceneritori dal fos (frazione organica stabilizzata). Questi impianti non hanno mai funzionato a norma e sono un grosso deterrente alla differenziata nei comuni."
Il decreto di uscita dall'emergenza prevedeva anche obiettivi ambiziosi nella raccolta differenziata.
"Per fare la differenziata occorrono risorse. Ho chiesto al governo di affidare ai comuni i 70 milioni di euro che servivano alla realizzazione della discarica di Cava Vitiello, ma non ho avuto risposte. In due anni, con l'introduzione del porta a porta nel comune di Napoli potremmo ridurre la spazzatura conferita in discarica dalle 560 mila alle 230 mila tonnellate annue. In questo modo andremo oltre gli obiettivi posti per il 2020, di raggiungere il 50 per cento di differenziata. E potremmo gravare sempre meno sulle discariche, anche se non è il caso di farsi illusioni: avremo comunque bisogno di mandare in discarica o negli inceneritori 1 milione di tonnellate di rifiuti."
Ci sono poi gli impianti di compostaggio, che servirebbero alla trasformazione dei rifiuti organici in compost per l'agricoltura e ad abbattere i conferimenti in discarica.
E' un mistero la loro mancata realizzazione. Puzzano, ma sarebbero più accettabili per le comunità locali. Oggi paghiamo il trasferimento dei nostri rifiuti organici negli impianti di Catania e di Padova, il loro smaltimento e l'acquisto del terriccio (prodotto dagli impianti di compostaggio, ndr) per ricoprire le nostre discariche. E' demenziale. Quelle risorse potrebbero essere utilizzate per incrementare la differenziata.