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Cambio della guardia al vertice della Cgil

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Il direttivo elegge il successore di Guglielmo Epifani, che lascia dopo 8 anni. Salvo sorprese dell'ultim'ora, il timone dovrebbe passare a Susanna Camusso. La prima donna alla guida della Cgil

foto di Attilio Cristini (immagini di Attilio Cristini)
Tutto pronto per il cambio della guardia alla guida della Cgil. Oggi il direttivo nazionale del sindacato di Corso d'Italia eleggerà l'erede di Gugliemo Epifani, che lascia il suo ufficio a Corso d'Italia dopo otto anni. L'evento sarà seguito da Rassegna.it e trasmesso in diretta da RadioArticolo1.

Salvo sorprese dell'ultim'ora, per la prima volta nella storia ultracentenaria della Cgil dovrebbe toccare a una donna l'onore e l'onere del timone. A partire dalle 9.30 presso il centro Congressi Frentani, a Roma, il direttivo verrà informato dei risultati della consultazione individuale di tutti i suoi componenti (162). Poi, così come prevede la procedura, passerà all'elezione con voto a scrutinio segreto. E il nome più gettonato per l'elezione è quello di Susanna Camusso, l'attuale vice di Epifani.

Milanese, 55 anni, sindacalista dal 1975, se fosse eletta Camusso dovrebbe impegnarsi da subito per affrontare il nodo del difficile rapporto con Cisl e Uil e per sciogliere quello altrettanto complesso delle relazioni industriali, soprattutto per quanto riguarda la questione Fiat e quella del nuovo modello contrattuale. Il problema principale, infatti, resta quello legato alla disdetta del contratto dei metalmeccanici proposto dall'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, e deciso da Federmeccanica.

Un'incognita, questa, che riporterebbe l'attuale vicesegretario al suo passato. Susanna Camusso, in effetti, ha iniziato l'attività sindacale nel 1975, coordinando le politiche delle 150 ore e diritto allo studio per la Flm di Milano, la categoria unitaria dei metalmeccanici. Dal 1977, poi, dirige la Federazione impiegati operai metallurgici (Fiom) in una zona di Milano, la Bovisa, un quartiere a densità operaia e industriale.

Nel 1980 Camusso entra nella segreteria Fiom di Milano e nel 1986 in quella regionale della Lombardia. Dal settembre del 1993 alla fine del 1997 è in segreteria nazionale della Fiom con la responsabilità del settore auto prima e, in seguito, della siderurgia. Nel dicembre del 1997 viene eletta segretario generale della Flai Lombardia, incarico che ricopre fino all'elezione a segretario generale della Cgil Lombardia nel luglio del 2001. Eletta in segreteria confederale il 16 giugno 2008 le viene affidata la responsabilità dei settori: agricoltura, artigianato, cooperazione, politiche dei settori produttivi (piccola, media e grande Impresa). Il 15 giugno del 2010 Susanna Camusso viene eletta vice segretario generale della Cgil.

Il primo grande appuntamento dopo l'elezione del nuovo segretario è il 27 novembre, giorno in cui il direttivo Cgil del 16 e 17 settembre ha deciso una manifestazione nazionale a Roma con comizio conclusivo in piazza San Giovanni. Un corteo per chiedere più diritti e più democrazia, per rimettere al centro il lavoro, la contrattazione, per rivendicare sviluppo, equità e giustizia sociale e per imporre scelte che facciano uscire il Paese dalla crisi.

Guglielmo Epifani lascia  dunque la guida della Cgil dopo due mandati, e lo fa in "un presente lacerato, diviso, in una società dove primeggia l'individualismo, condizionata dalla precarietà, impoverita e incerta". Lo dice in un'intervista pubblicata oggi da L'Unità. In questo paese, però, afferma Epifani, "il sindacato è ancora uno degli anelli forti della sopravvivenza democratica, malgrado anche per il sindacato sia tempo di lacerazioni". L'attuale numero uno Cgil esprime il suo rammarico per la rottura con le altre due sigle, Cisl e Uil e conferma: "E' un problema aperto e l'obiettivo resterà quello di riannodare il filo con la Cisl e la Uil, un rapporto che si è logorato non per colpa nostra perché non è certo una colpa difendere le nostre posizioni di merito, mentre abbiamo visto gli altri cambiare faccia spesso e troppo rapidamente".

Quanto alle prossime battaglie della Cgil, Epifani individua come prioritaria la lotta alla precarietà, mentre esclude un suo personale coinvolgimento in politica. Il suo incarico resterà nel sindacato, a capo della Fondazione Bruno Trentin, con il proposito di "contribuire alla formazione di un programma che abbia al centro i temi del lavoro per un governo all'altezza dei problemi che ha di fronte il Paese', con la consapevolezza che "oggi la nostra trincea è quella più importante".

Doppia intervista

» Epifani: otto anni difficili
» Camusso: lavoro e confederalità


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TAGS camusso sindacato epifani cgil

02/11/2010 11:24

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1
elezione tipo conclave, votano solo i grandi elettori "delegati"? (da chi?) non certo dai deleganti (si badi non iscritti) ma quali obbiettivi si potranno raggiungere così burocratizzando, giusto quelli parastatali, il sindacalismo: o è rivoluzionario , di base o no è è altro , parastato appunto..continuiamo a farci del male...

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