Banche, imprese e sindacati trovano l'accordo su ammortizzatori sociali, ricerca, Sud, semplificazione della Pa. Tutti d'accordo: l'emergenza sociale va affrontata subito. In arrivo un documento comune da presentare al governo
Il "Patto sociale" vero e proprio non c'è ancora, ma la strada per l'accordo definitivo è in discesa. Arrivano infatti le prime intese tra banche, imprese e sindacati a due settimane dall'inizio della trattativa intavolata per arrivare a un documento condiviso entro la fine dell'anno. Il
pacchetto di accordi già raggiunti riguarda ammortizzatori sociali, ricerca e innovazione, Sud, semplificazione della Pa. L'alleanza è stata sancita nell'incontro di ieri (27 ottobre), in settimana i testi verranno pubblicati e inviati sia Palazzo Chigi sia ai ministri interessati. L'obiettivo è quello di ottenere qualcosa di concreto già nel decreto "milleproroghe".
Confronto chiuso positivamete sulle proposte per sostenere la ricerca con un pacchetto di misure dal valore di un miliardo. Così come sull'emergenza sociale, con un pressing per il rinnovo degli ammortizzatori in deroga per garantire ai lavoratori in mobilità la sicurezza di non rimanere senza reddito e contemporaneamente senza poter andare in pensione per gli effetti della riforma previdenziale. Temi su cui da tempo si batte la Cgil, perché "la crisi - ha sottolineato il segretario generale Guglielmo
Epifani - non porta automaticamente a nuova occupazione, bisogna agire urgentemente anche perché in molte imprese, anche alla Fiat, già da novembre c'è il problema di non lasciare i lavoratori nell'incertezza. Si è trovata una convergenza di tutti, era la parte più urgente: ci siamo posti dieci obiettivi, tra cui l'estensione della cig in deroga, ma anche la richiesta di lavorare bene sulla cassa integrazione ordinaria, straordinaria e sui contratti di solidarietà".
Tutti d'accordo anche sulle proposte per efficienza e semplificazione della pubblica amministrazione e sulle cose da chiedere per il Mezzogiorno. Le ha riassunte il segretario generale della Cisl, Raffale
Bonanni: "La prima è un protocollo per la legalità e la sicurezza tra il ministero degli Interni e tutte le organizzazioni economiche e sociali con proposte forti, e per un forte contrasto anche al lavoro sommerso". Serve anche "efficienza e rapidità" nella gestione dei fondi europei, "eliminare la frammentazione degli incentivi", "contrattazione decentrata per attrarre investimenti, credito d'imposta per i nuovi assunti, e garanzia di qualità della spesa pubblica" come condizione per un federalismo solidale. E "una cabina di regia" per garantire "una capacità di decisione forte e veloce".
Più arduo trovare la quadra su altri temi come fisco e competitività: il prossimo appuntamento è stato convocato tra quindici giorni e sarà preceduto da due tavoli tecnici il 2 e l'8 novembre. Alla fine del percorso sarà presentato un documento unico in cui confluiranno le proposte su tutti i sette diversi temi affrontati e sarà chiesto un incontro al governo. "Per il momento sono state lasciate fuori dal confronto le cose che ci dividono, abbiamo fatto uno sforzo comune per lavorare insieme, uniti, sulle cose che servono al paese", ha spiegato la leader degli industriali Emma
Marcegaglia, sottolineando la "soddisfazione di tutti" e "l'importanza del metodo, un esempio anche per la politica".