L’idea della Lega Nord di istituire ‘scuole differenziate’ "costituisce l’ennesima raccapricciante provocazione offensiva verso le persone con disabilità e le loro famiglie". E’ quanto afferma la responsabile dell’Ufficio politiche per la disabilità della Cgil Nazionale, Nina Daita, nel sostenere che: "Si è capito chiaramente qual è la filosofia culturale del partito di Bossi: un partito di sani, ricchi, intelligenti e furbi".
Per la dirigente sindacale "immaginare di tornare indietro alle classi differenziate è ‘raccapricciante’. L’idea di segregare le persone ‘diverse’ è indegna di una società civile e democratica. I bambini e le bambine con disabilità non hanno scelto di nascere così, una politica forte cura i deboli e li integra, non li condanna alla solitudine ed a ulteriori sofferenze".
Daita ribadisce che la Cgil "nella sua interezza, contrasterà sempre qualunque tipo di politica oppressiva e razzista nei confronti dei cittadini più deboli, sostenendo quanto ribadito dalla Corte Costituzionale che l’inserimento scolastico nei cicli normali di studio, laddove non è possibile l’apprendimento, è finalizzato alla socializzazione. La Lega, piuttosto che vietare la scuola ai disabili, dovrebbe - conclude la sindacalista - adoperarsi per garantire un maggior numero di insegnanti di sostegno al fine di garantire il diritto all’istruzione".