Sicurezza sul lavoro, parla il pubblicitario: uno spot inutile
Cresce l'appello contro la campagna del ministero di Sacconi. Un pubblicitario che ha partecipato all'operazione aderisce: "Era evidente la vuotezza del progetto, pensato solo per spendere qualche milione delle risorse pubbliche"
di rassegna.it
Cresce l'appellodi Rls e lavoratori contro lo spot tv del ministero sulla sicurezza sul lavoro. E' quel messaggio che rivolgendosi ai lavoratori li esorta a rispettare le norme di prevenzione, come se la sicurezza fosse una questione che non riguarda i datori di lavoro.
Ma la notizia è che anche un pubblicitario che ha lavorato alla campagna del ministero aderisce all'appello e critica lo spot: questa pubblicità, scrive in un messaggio, è stata pensata "al solo scopo di spendere qualche milione di euro".
In una mail inviata ai promotori della campagna, il pubblicitario descrive la trovata del ministero. "Vorrei aderire all'appello - si legge nel testo -. Sono tra i pubblicitari che hanno preso parte alla consegna e alla discussione del brief per la campagna pubblicitaria sulla sicurezza sul lavoro". Il pubblicitario ricorda "il documento del ministero del Lavoro su cui erano indicate le linee guida da seguire per partecipare alla gara (eravamo circa 50 agenzie pubblicitarie)". Un documento, a suo giudizio, che già rivelava la "vuotezza del progetto".
Si sofferma quindi sul carattere strumentale dello spot. "Era evidente la vuotezza del progetto - secondo il pubblicitario -, probabilmente pensata al solo scopo di spendere qualche milione di euro. Durante la consegna del brief - racconta - chiesi appunto cosa dovessimo comunicare di concreto, magari quello che è stato fatto per migliorare la sicurezza sul lavoro oppure o le conseguenze per i datori di lavoro della non applicazione delle norme?".
La verità però è un'altra: "No, mi è stato risposto, si tratta di una semplice campagna per sensibilizzare il lavoratore soprattutto e in secondo luogo il datore (nella campagna poi uscita non esiste). Insomma - conclude - è stato a mio avviso un modo per spendere inutilmente risorse pubbliche, ahinoi".
Nel frattempo aumentano le firme al documento a cura di Marco Bazzoni, uno degli Rls che l'hanno promosso: tra queste c'è anche il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi.
resto sempre più indignato da quanto gente come voi sia così ipocrita da saper solo sparare sugli altri invece che prendere iniziative per migliorare le cose.Purtroppo non è colpa vostra, siamo tutti parte di una società che tende in primo luogo a scaricare ad altri i propri oneri, civili e morali,quindi ahimè ne siete stati contagiati.Forse è ora che cominciate a rimboccarvi le maniche e prendervi le vostre responsabilità. SVEGLIA!
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condivido il senso di inutilità della campagna che sembra puntare più a salvare l'anima di che l'ha promossa che ad affrontare il complesso problema della sicurezza sula lavoro. Condivido anche con chi ha segnalato di investire più sugli Ispettori Asl per stimolare i datori di lavoro ad affrontare seriamente il problema della sicurezza sul luogo di lavoro