L'Authority per le comunicazioni contro la testata di Minzolini: "Se lo squilibrio continua verranno adottati ulteriori provvedimenti". Richiamo a Tg4 e Studio Aperto. L'intervento dopo l'esame del periodo luglio-settembre. Pd: Tg1 voce della maggioranza
L'Agcom ha esaminato i dati relativi al suo monitoraggio per il periodo da luglio a settembre, riscontrando un forte squilibrio nel tempo dedicato da Tg1, Tg4 e Studio Aperto a favore della maggioranza e del governo. La Commissione, informa una nota diffusa oggi (21 ottobre) dell'Agcom, ha quindi deliberato di impartire una diffida al Tg1 e un richiamo al Tg4 e a Studio Aperto. Se questo squilibrio continua, avverte, "verranno adottati ulteriori provvedimenti". Ultimamente sia l'opposizione che i finiani si sono apertamente lamentati per la faziosità della testata sulla prima rete.
Reagisce male il direttore del Tg4, Emilio Fede. "Ho sempre agito nel rispetto delle regole dell'equilibro ma sopratutto dell'onestà professionale. La norma della quale sono più rispettoso è quella della deontologia", dichiara all'
Adnkronos. Quindi si dice "indifferente" al richiamo dell'Authority: "Dopo 50 anni di giornalismo ai miei livelli - sostiene - non c'è agenzia che mi possa venire a dire come devo fare il mio mestiere. Rispondo alla mia coscienza non a quella di Agcom".
Pd, Tg1 non rispetta neanche le regole formali
"Il Tg1 non rispetta neanche le regole formali". E' l'opinione del responsabile Comunicazioni del Pd, Paolo Gentiloni. A suo giudizio, il telegiornale di Minzolini svolge ormai il ruolo di megafono del governo: "La diffida di Agcom conferma che, anche sul piano formale, il Tg1 è ormai diventato una voce della maggioranza, e anche tra le più faziose". L'accostamento con Tg4 e Studio Aperto - che non appartengono al servizio pubblico - "parla da sè". Una testata istituzionale, aggiunge, "è stata ridotta alla stregua di un organo militante e di parte. Un danno immenso per la Rai e per i tanti professionisti di qualità che ci lavorano".