
Dopo il 16 ottobre
La politica riscopre la Fiom
Bersani: "Non abbiamo aderito, siamo partito di governo". Vendola: "Il lavoro torni al centro dell'agenda". Bonanni parla di "manifestazione carica di odio" e apre a Camusso: il tavolo sul fisco sarà il "banco di prova"
di rassegna.it
Bersani riconosce le ragioni della mobilitazione: "I metalmeccanici della Fiom hanno diverse buone ragioni per essere ascoltati. Così come quelli della Fim e della Uilm non possono essere considerati dei traditori. E vanno ascoltati anche loro. Chi può ricomporre l'unità deve dare una mano".
Non tutti, però, nel centrosinistra hanno la stessa posizione. La presidente del Pd, Rosy Bindi, conferma la non adesione del partito ma invita a porsi il problema della "piazza". Per costruire un'alternativa alla destra e "dare risposte vere a questo paese", dichiara all'Unità, da piazza San Giovanni "non si può prescindere". Quindi aggiunge: "Sbagliano i partiti che aderiscono con le loro bandiere ad una manifestazione non loro", ma le partecipazioni singole vanno lette in chiave positiva: "Nessuno si può permettere di bacchettare gli altri, di dare giudizi supponenti". Il Pd "non può non porsi il problema di come diventare un punto di riferimento politico per quella piazza".
Il giorno dopo la manifestazione, la sinistra radicale chiede lo sciopero generale. Tutte le sigle sono d'accordo con l'intervento di Landini, che dal palco ha chiesto alla Confederazione di proclamare lo stop di tutti i lavoratori. "Vista la situazione economica e sociale del paese - si legge in una nota di Pdci-Federazione della sinistra -, lo sciopero generale richiesto dalla grande manifestazione Fiom è un'esigenza. Tutto il chiacchiericcio che la richiesta ha aperto nel palazzo dimostra che la Fiom Cgil ha colto nel segno. Chi non lo vuole o lo critica aiuta automaticamente il governo, che sta maciullando i diritti e la vita dei lavoratori".
Maurizio Zipponi, responsabile Lavoro dell'Idv, attacca direttamente Sacconi. "Se c'è un estremista, un provocatore e un violento - scrive in una nota -, è chi come il ministro della disoccupazione, Sacconi, alimenta la divisione, gli accordi separati e la demolizione dei diritti". Dalla piazza, Di Pietro ha ripetuto che l'esecutivo finirà presto: "Il governo non ha le caratteristiche ne morali nè politiche per andare avanti, ma andrà a casa soltanto se Fini si decide a rompere veramente e non rimane complice".
"Abbiamo visto, nel corso della manifestazione della Fiom Cgil, decine e decine di cartelli contro me e Angeletti. Alla nostra manifestazione, una settimana fa, non ce n’era nemmeno uno". Il leader cislino, Raffaele Bonanni, si lamenta in un'intervista al Messaggero. "E’ incredibile, davvero, che abbia fatto finta di non vedere ciò che tutti hanno potuto osservare: la loro è stata una manifestazione carica di odio e ingiurie - sostiene -. Dimostra il vizio di fondo della Cgil". Per ritrovare l'unità, dice, "bisogna partire dal concetto che il pluralismo deve arrivare ad una sintesi. E invece loro, appena la discussione volge in altro modo, tirano i remi in barca". Mercoledì si apre il tavolo sul fisco tra il ministro Tremonti e le parti sociali, quello - conclude Bonanni - sarà il primo "banco di prova" per la Cgil dopo la manifestazione.
Bonanni, confida nell'arrivo di Susanna Camusso alla guida della Cgil per riprendere il dialogo con il sindacato di Corso Italia. "Mi aspetto - afferma - che l'ormai prossimo cambio di leadership in Cgil e il fatto che ad assumere la guida sia Susanna Camusso, una donna pragmatica, sia l'occasione per riannodare i rapporti finalizzandoli al miglioramento dell'economia e della coesione sociale". Il tema che può unire i sindacati, aggiunge il numero uno della Cisl, è "la crisi economica che fa perdere posti di lavoro, i modi per uscirne. Mi auguro davvero che su queste basi si possa ritrovare il senso della missione unitaria del sindacato italiano".
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18/10/2010 12:43
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Il tipo di democrazia che c'è nei sindacati è più che evidente, Camusso dev'essere ancora eletta e già da un anno si sa che erediterà il trono di Epifani...
Ci vorrebbero gli osservatori esterni ai congressi per garantire delle vere elezioni democratiche, ognuno si fa una democrazia casalinga...















