Tremila esodi entro il 2013, su base volontaria o tra chi ha maturato i requisiti per la pensione. Le richieste iniziali del gruppo puntavano alla fuoriuscita obbligatoria di 4.700 persone. Stabilizzati i mille apprendisti. Firmano tutti i sindacati
È stato firmato nella notte tra domenica 17 e lunedì 18 ottobre l'accordo tra i sindacati e la Unicredit sul progetto di riorganizzazione per 2010-2013. Il piano, definito "One4c", prevede tremila esodi a fronte delle richieste iniziali del gruppo bancario che puntavano alla fuoriuscita obbligatoria di 4.700 persone (600 del vecchio piano di integrazione Capitalia). Ci sarà una fase di uscita volontaria e incentivata in base all'età per chi è già in possesso dei requisiti pensionistici o li maturerà entro il 31 dicembre 2013. In quest'ultimo caso il lavoratore potrà scegliere la propria uscita alla maturazione del requisito o direttamente alla maturazione della finestra. Hanno firmato tutte le sigle sindacali, evitando così spaccature e distinguo. È quanto sottolineano le parti sociali impegnate nella trattativa che ha visto anche la firma della Cgil, a differenza di quanto era accaduto qualche mese fa per Intesa Sanpaolo.
Parte adesso una fase di verifica che si concluderà entro la fine di novembre, pensato per fornire un'analisi "congiunta e dettagliata" di tutte le dinamiche occupazionali per verificare il raggiungimento dei numeri d'uscita prestabiliti nell'accordo. In assenza del raggiungimento di tali numeri, riferiscono i sindacati, si procederà ad avviare le procedure di legge per rendere obbligatoria la fuoriuscita dei lavoratori di ogni ordine e grado in base alla maturazione del requisito pensionistico.
Sul tema delle assunzioni è prevista la stabilizzazione di tutti e 1.077 neoassunti con il contratto d'apprendistato. Inoltre, nell'ambito del triennio l'azienda procederà mille nuove assunzioni oltre alle 121 già previste da precedenti accordi entro la fine dell'anno in corso. Previsto poi un premio aziendale riferito al 2010 da riconoscere nel 2011, mentre verrà istituita una commissione che entro il primo semestre dell'anno prossimo valuterà gli impatti sulle attuali figure professionali per raggiungere un nuovo accordo che regoli la materia. Restano comunque validi tutti i relativi accordi sugli inquadramenti conseguiti fino ad oggi.