Le 350 lavoratrici della fabbrica di Faenza, quasi tutte donne, ad Annozero: "E' stato veramente importante intervenire nel programma". Chiedono che l'azienda rispetti l'accordo sulla riconversione, bloccando il trasferimento della produzione in Serbia
Le lavoratrici dell'Omsa in crisi sono intervenute ieri sera (giovedì 14 ottobre) nella puntata di Annozero. "Per noi è stato veramente importante essere protagoniste nella trasmissione di Santoro. Ci ha permesso di portare alla ribalta la situazione delle lavoratrici Omsa a livello nazionale". Lo dichiara oggi (15 ottobre) Samuela Meci, esponente della Filctem Cgil faentina in distacco sindacale dall'azienda.
"E' sempre stato un nostro obiettivo poter parlare a tutta la nazione di come si sta comportando questa azienda italiana", si legge in una nota della Cgil emiliana. L'azienda è nata nel territorio nel dopoguerra, si è arricchita grazie agli aiuti delle amministrazioni e della forza lavoro, e in questa situazione di una crisi "sfrutta il momento per raggiungere solo i suoi obiettivi di guadagnare di più, ma all'estero, in Serbia".
"Abbiamo sempre pensato - prosegue la sindacalista - che un'azienda che si vanta di essere leader in Italia nel settore della calza, avesse almeno l'obbiettivo di proteggere e salvaguardare il lavoro in Italia. Una vera azienda dovrebbe sentirsi addosso la responsabilità sociale, la responsabilità di dare un lavoro dignitoso ai cittadini italiani, e la responsabilità del ruolo che ha nel territorio in cui produce".
La denuncia di questa situazione vuole andare oltre il territorio faentino, regionale, e approdare sui tavoli nazionali affinchè ci si impegni a dare gambe agli accordi sottoscritti con la proprietà Golden Lady in sede ministeriale. La Cgil chiede di "dare risposte concrete ai 347 lavoratrici e lavoratori Omsa, che vivono da mesi nell'angoscia di non sapere cosa sarà di loro e del loro futuro. Questo è il momento dei fatti - continua -. Sono passati 8 mesi. 8 mesi di parole dalla sottoscrizione dell'accordo in cui l'azienda si impegna alla riconversione del sito di Faenza e ad oggi non c'è ancora nulla di concreto che faccia sperare ad una soluzione occupazionale positiva".
L'azienda "non sta rispettando l'accordo e per questa ragione dobbiamo intervenire assieme alle Istituzioni affinchè si richiami alle proprie responsabilità un'azienda che sta licenziando senza essere in crisi, ma solo per il fatto che per strategie aziendali e di convenienza, i lavoratori dell'Omsa non servono più". E' quanto afferma Idilio Galeotti, coordinatore della Cgil per l'area Faenza. Il problema degli addetti, a suo avviso, "non deve essere solo il loro, ma di un'intera società che non accetta che un'azienda come l'Omsa nata nel 1939, se ne vada così, lasciando i lavoratori senza lavoro, in un tessuto economico di grande crisi, la più grave dal dopoguerra ad oggi. E' necessario "indignarsi - conclude - e dire basta alle prepotenze e ai ricatti che continuamente sono arrivati da questa proprietà e agire insieme nell'interesse dei lavoratori".
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