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Piemonte: sale la febbre del riconteggio

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Sta per finire il nuovo spoglio di voti nella regione. Mercedes Bresso (Pd): "Alla fine ne avro di più, il Tar deciderà se rivotare". Bossi: " Cota governerà, ma si potrebbe mettere male". Giudici al lavoro, almeno altri 10 giorni per i risultati finali

da internet
Sta per finire il riconteggio dei voti in Piemonte. Al traguardo manca solo al provincia di Torino e la tensione sale alle stelle in una regione chiave per gli equilibri politici italiani. I risultati per le altre province, infatti, sebbene al momento solo ufficiosi, confermano ciò che da tempo era noto alle parti: non sono moltissimi gli elettori i quali per eleggere presidente Roberto Cota hanno tracciato una doppia croce, sia sulla lista, sia sul nome del candidato.

Mercedes Bresso (Pd) non ha dubbi sull'esito delle verifiche: "Sicuramente da questo riconteggio - afferma ai microfoni di Cnr Media - l'effetto conclusivo che ne deriverà sarà che io ho più voti di Cota. Poi se sarà una riproclamazione o una nuova elezione questo ce lo dirà il Tar".

Alla Bresso ha risposto a stretto gira di posta Umberto Bossi
: "Cota (Lega) ha vinto le elezioni e governerà per cinque anni" ma se al termine del riconteggio delle schede elettorali "la Bresso dovesse risultare avvantaggiata allora sì, si metterebbe male" ha affermato ieri il leader del Carroccio. La dichiarazione è stata colta al volo dall'ex presidente Bresso: "Se si mette male per loro - ha replicato - aspettiamo sereni la fine del procedimento". Ma a quel punto Bossi aveva già riformulato la sua dichiarazione, in una nota: 'Se vogliono far perdere Cota si mette male. Si mette male per la democrazia, perché chi ha perso, ha perso e basta. C'e' qualcuno che vuole annullare dei voti validi'.

Bresso aveva perso le ultime regionali con soli novemila voti di svantaggio, contro i 27 mila delle tre liste minori del centrodestra finite nel mirino della giustizia amministrativa. E proprio questo è il punto del contendere. Il Tar ha annullato due delle tre liste incriminate, mentre per la terza ci sono problemi più complessi e non si è ancora pronunciato. Il presidente uscente aveva chiesto di ricontarne i voti allo scopo di 'salvare' quelli esplicitamente attribuiti a Cota con la doppia croce.

A Torino, dunque, le operazioni dello spoglio-bis in una delle maxiaule del carcere delle Vallette procedono spedite. Negli ultimi giorni sono stati messi al lavoro circa quaranta giudici contemporaneamente, in grado di passare al vaglio in un giorno oltre cento dei 2318 seggi che compongono la Provincia di Torino. Le operazioni, nella previsione più ottimistica, dovrebbero richiedere ancora una decina di giorni. Su tutta la vicenda pende però la spada di Damocle del Consiglio di Stato, il cui pronunciamento potrebbe ribaltare la decisione del Tar del Piemonte e rendere inutile il riconteggio.

L'udienza, fissata il 19 ottobre, potrebbe slittare per motivi tecnici legati a un recente appello del consigliere regionale Michele Giovine e alla conseguente richiesta dei legali di Bresso del differimento di data necessario per esaminarlo. E questo permetterebbe di evitare che la sentenza del Consiglio di Stato arrivi addirittura prima della fine dei riconteggi.


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TAGS elezioni piemonte

15/10/2010 10:29

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