Il sit-in organizzato da studenti ricercatori e professori contro il disegno di legge di riforma dell'Università. L'Udu: "Il ministro è stato abbandonato anche da Tremonti". Un centinaio di manifestanti si poi è spostato in corteo sul Lungotevere
Circa tremila tra studenti e ricercatori e professori giunti da tutta Italia hanno protestato oggi (14 ottobre) davanti alla Camera contro il ddl Gelmini di riforma dell'università. Il
rinvio del disegno di legge deciso ieri, dunque, non basta a spazzare via le preoccupazioni, sintetizzate nei cartelli che hanno colorato, assieme ai palloncini della Flc Cgil (tra i promotori della protesta), il piazzale davanti alla sede istituzionale. Ecco alcuni slogan: "Università pubblica, Gelmini la tua assassina, Tremonti il suo mandante", "Noi siamo un buon investimento", 'Contro la distruzione dell'università pubblica". In prima linea gli striscioni più duri: "Gelmini dimettiti, la riforma la facciamo noi", "Ghedini difendici tu, siamo noi gli utilizzatori finali dell'università".
"Il governo e il Parlamento - afferma in una nota l'Unione degli universitari (Udu) - stanno tornando sui loro passi, le proteste di questi mesi cominciano a fare sentire la pressione contro un ddl che non vuole nessuno.". Il ministro stesso, prosegue l'Udu, "è stato abbandonato da Tremonti, commissario del ministero dell'Università". Per questo "è politicamente insostenibile che continui a fare il ministro. Deve ritirarsi lei come deve essere ritirato il ddl". Nella piazza ha preso vita un'assemblea con tutti gli studenti, ricercatori e docenti che ha avviato una discussione sui mali dell'università e su come dovrebbero essere risolti.
Ricercatori in maglietta arancio con la scritta "fuori produzione" e universitari si sono avvicendati, megafono alla mano, per spiegare gli effetti del contestato ddl: prestiti al posto delle borse di studio, tagli ai laboratori e ai corsi di laurea, atenei concepiti come aziende o piccole monarchie con l'aumento a dismisura del potere dei rettori, rottamazione dei ricercatori. Ma soprattutto interventi a costo zero. "Senza oneri per lo Stato", con questa frase si chiudono spesso gli articoli del ddl, ha fatto notare Carlo, ricercatore di RomaTre.
Dopo il sit-in, centinaia di studenti si sono spostati in corteo sul Lungotevere, dopo avere occupato simbolicamente la sede della Conferenza dei rettori (Crui) colpevoli di "collusione con il governo". Contro i rettori ha puntato l'indice anche il segretario della Flc Cgil, Mimmo Pantaleo: "Hanno barattato il loro consenso con vaghe promesse di risorse". Il Pdl ha invece liquidato la giornata di mobilitazione come un raduno di "quattro gatti". "Le parodie del '68 - ha chiosato Pietro De Leo, portavoce nazionale di studenti per le Libertà - ormai sono buone solo per qualche cineforum da circolo Arci. La missione riformista del governo Berlusconi e del ministro Gelmini non cambierà".