L'omaggio di Napolitano alle esequie. Il 13 il governo riferisce in Parlamento. Per la Nato è possibile dotare i caccia italiani di ordigni, Frattini: "Ritiro completo nel 2014". Voci critiche dalla maggioranza e tutta l'opposizione: "Bombe inaccettabili"
"Ancora un abbraccio di dolore e di solidarietà, a nome di tutti gli italiani, ai genitori, ai famigliari dei nostri quattro alpini caduti". Lo ha detto oggi (12 ottobre) il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo alle esequie dei quattro alpini italiani morti in Afghanistan. "Dobbiamo a questi ragazzi - ha aggiunto - infinita riconoscenza per aver sacrificato le loro giovani vite servendo con altruismo e coraggio una causa giusta e facendo onore nel modo più alto al loro e nostro paese, all'Italia". Adesso il confronto politico sulla presenza italiana è legittimo, ma "non prescinda dal rispetto dei caduti".
Domani (13 ottobre) il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, riferirà in Senato alle 10, poi alla Camera alle 12.30. E intanto non si placa la polemica sulla missione e il ruolo dei nostri militari nel paese. Soprattutto dopo l'intervento di Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della Nato: armare i caccia italiani impiegati in Afghanistan con bombe, ha chiarito, "non è in contraddizione" col progetto e la strategia militare delle Nazioni Unite.
Il contingente italiano inizierà a lasciare l'Afghanistan nel 2011. Lo assicura il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervistato da
Repubblica. "Il ritiro inizierà la prossima estate", spiega, con "l'intenzione di completarlo nel 2014". Un ritiro, prosegue, che arriverà "al tempo giusto e in totale coordinamento con gli alleati". Nel vertice internazionale di Lisbona del prossimo novembre, inoltre, "si capiranno quali criteri adottare per segnare la road map che ci porterà a trasferire il potere agli afghani". In ogni caso c'è già "un timing che inizia a essere definito".
Anche nella maggioranza, però, c'è chi mostra insofferenza e chiede subito di fermare la missione. Come il governatore del Veneto, Luca Zaia: "Non possiamo dimenticare che la missione di pace in Afghanistan dura da 9 anni - fa notare il leghista -. Siamo andati lì per catturare Bin Laden e siamo lì perchè vogliamo far partire un processo di democratizzazione. Direi però che 9 anni sono sufficienti".
Tutta l'opposizione continua a criticare il governo. Con un denominatore comune: sarebbe inaccettabile dotare di bombe gli aerei italiani. Lo ribadisce il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "È assurdo adesso mettersi a parlare di bombe, totalmente assurdo - afferma al funerale degli alpini -. Bisogna parlare di quali prospettive reali per mettere in sicurezza quel paese e determinare il rientro". L'esecutivo, adesso, "ha la responsabilità di dire la sua sia la prossima settimana, sia a novembre in sede Nato perchè venga fuori una road map più precisa".
Ancora più duro il presidente dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro. Chiede il ritiro immediato "perchè è senza senso e fuori dalla Costituzione partecipare ad una guerra guerreggiata tra opposte fazioni dove, mentre noi dobbiamo difendere il presidente Karzai, lui si sta accordando per mettere al governo i talebani, quelli che noi diciamo essere terroristi". Questo "è fuori da ogni regola di buon senso". In Afghanistan, conclude, l'Italia "sta facendo una guerra".
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Rientrano le salme, è polemica