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L'America è una plutonomia?

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Se lo chiede Salon. "In una plutonomia ci sono consumatori ricchi, pochi ma in quantità sproporzionata rispetto alla fetta gigante di reddito che hanno. Poi c'è il resto, i non ricchi, la moltitudine che mangia le briciole della torta nazionale"

di Scalo internazionale

da internet
L'America è una plutonomia? Se lo chiede Salon.com in un articolo firmato da Michael Lind. L'analisi dell'economista della New America Foundation parte dalla definizione di plutonomia data da un gruppo di analisti di Citygroup: "In una plutonomia non esiste un consumatore statunitense o inglese o russo. Piuttosto ci sono consumatori ricchi, pochi ma in quantità sproporzionata rispetto alla fetta gigante di reddito che hanno. Poi c'è il resto, i non ricchi, la moltitudine, che rappresenta, però, piccole briciole della torta nazionale".

Ora a che punto sono gli Stati Uniti? Secondo gli studi di Moody's, il 5% dei cittadini americani con reddito più alto garantisce il 35% dei consumi, mentre la metà di tutti i salari del paese finisce nelle tasche del 20% più ricco della popolazione. Il denaro di questa fascia della popolazione che non viene speso per acquistare beni alimenta la speculazione, come è avvenuto già per le bolle degli anni 90 e del 2008. Se la metà dei cittadini americani che guadagnano meno avesse a disposizione più soldi finirebbero, invece, su prodotti manifatturieri e beni di consumo, assai meno su scommesse immobiliari e mercati di tendenza.

Il parallelo proposto da Salon.com è, ancora una volta, con le vicende degli anni 30. Ma con una distinzione non da poco. "La Grande Recessione – spiega Lind – non è una replica esatta della Grande Depressione. Intanto perché il problema della sovrapproduzione ora è globale, con troppe fabbriche che producono troppi beni in Cina, Giappone e Germania, ma non abbastanza consumatori nelle nazioni affette da un deficit cronico di mercato come Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna e Grecia.

La storia, però, insegna che quando le economie si trasformano in plutonomie diventano estremamente instabili. Esattamente come una nave con un'ampia stiva è più solida di una barca che abbia un ponte pesante, così un'economia in cui lavoratori ben pagati alimentano mercati del consumo di beni e servizi di massa è assai più stabile di una plutonomia sbilanciata verso l'alto". 


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TAGS salon.com stati uniti scalo internazionale usa

06/10/2010 17:31

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