Accordo Pdl-Lega-Fli, finiani restano negli organismi di Camera e Senato. Ma si continua a parlare del voto. La Russa minimizza: "Ci proviamo, ma con cammino accidentato si va alle urne". Un senatore rivela: "Molti colleghi pronti a cambiare maggioranza"
Il vertice di maggioranza ha confermato i presidenti delle commissioni, compresi i finiani. E' quanto si apprende stamani (6 ottobre) da fonti di agenzia. Nel summit, durato poco più di mezzora, si è stabilito di riconfermare tutte le presidenze di Camera e Senato che erano in scadenza. Gli esponenti di Pdl, Lega e Fli hanno concordato di proseguire il percorso di riforma dell'università, programmando nel pomeriggio una nuova riunione alla quale dovrebbe prendere parte anche il ministro Gelmini. A quanto si apprende, non si è parlato di legge elettorale e giustizia.
Intanto, però, continua la discussione sul voto. Le elezioni "non credo che siano proprio dietro l'angolo". Lo afferma oggi il coordinatore del Pdl al Senato, Ignazio La Russa. "Nel Pdl e nel governo c'è il desiderio di proseguire la legislatura - spiega -: se dovessimo pensare solo alla nostra convenienza le elezioni sarebbero la soluzione migliore, ma vogliamo far prevalere l'interesse del paese. Ci proviamo". In ogni caso, ammette, "se il cammino dovesse diventare troppo accidentato le elezioni sarebbero la strada inevitabile".
Un altro allarme nel Pdl arriva dal senatore Giuseppe Saro, intervistato dal
Corriere della Sera. Alcuni senatori, dice, sarebbero pronti a una nuova maggioranza. In particolare, "se Bossi fa precipitare tutto per i suoi interessi molti senatori, anche nel Pdl, si chiederanno se è il caso di consegnare il Nord all'egemonia leghista". Saro prosegue: "Tanti miei colleghi, che fanno capo anche a parti importanti del Pdl, non vogliono andare a votare e sono tentati da un governo di transizione che modifichi la legge elettorale".
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