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La fabbrica

Firema, operai sul tetto
"Lottiamo per salvarci"

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Parla uno di loro, Giovanni Ianniello, 48 anni. "Siamo anche in sciopero della fame, quassù è dura". Ma non si arrendono. "Questa fabbrica può ripartire, abbiamo commesse per 25 milioni di euro. Il lavoro c'è, i problemi sono soltanto finanziari"

di Maurizio Minnucci

"Siamo qui da quattro giorni in sciopero della fame, purtroppo incominciano le difficoltà serie. Ieri l'ambulanza è salita a visitare uno di noi che si è sentito male, stare solo con acqua e caffè, quassù, è dura. Anche le condizioni meteo non sono buone, tira un vento fortissimo". A parlare è Giovanni Ianniello, 48 anni, alla Firema da quando ne aveva 22. Insieme a lui, saliti sul tetto di una palazzina della fabbrica, ci sono altri quattro colleghi e delegati sindacali: Lino Canta, Umberto Ciarone, Giuseppe Cappiello e Aniello Di Maio. Hanno piazzato due tende canadesi per ripararsi dal vento e dall'umidità, dormono nei sacchi a pelo sull'asfalto e a turno si alternano sull'unica panchina che c'è. All'inizio erano in sei, ma uno di loro è stato costretto a scendere per un malanno.

Rassegna Che avete intenzione di fare adesso?

Ianniello È dura, ma noi andiamo avanti, sia chiaro: da qui non ci muoviamo. Aspettiamo di incontrare il commissario straordinario, per capire se almeno lui è in condizioni di presentare un piano in tempi brevissimi per riprendere le attività. Più che una speranza, è una convinzione: si può ripartire, Firema può riprendere l'attività e pagare i debiti. Quello che fa più rabbia è che il problema è solo finanziario.

Rassegna Quindi le commesse ci sono?

Ianniello Sì, ne abbiamo per 25-26 milioni di euro. In più la Regione Campania è debitrice di 6 milioni. Anche la Ansaldo potrebbe accettare la richiesta di dilazionare i debiti. Ecco, se si sbloccano quei soldi possiamo ripartire. La nostra non è solo disperazione, confidiamo in buone notizie.

Rassegna Allora come siete arrivati in queste condizioni?

Ianniello Forse cattive gestioni, forse qualcos'altro non chiaro: se ci sono stati illeciti, il commissario deve far valere le proprie ragioni. Siamo in amministrazione straordinaria dal 2 agosto, però già mesi prima si avvertiva un'aria pesante. A dicembre dell'anno scorso ci hanno comunicato le prime difficoltà per far arrivare i materiali e una parte di noi è finita in cassa integrazione. Ma doveva durare quindici giorni, al massimo un mese.

Rassegna E poi cos'è successo?

Ianniello È iniziata una serie di proroghe della cig fino a fine luglio. Abbiamo saputo che l'azienda non pagava più i fornitori, l'attività è stata rallentata pian piano, fino al decreto di commissariamento. La legge Marzano è arrivata con un passivo di 428 milioni, per cui adesso è tutto bloccato e noi siamo senza stipendio da giugno. Ora si deve fare una verifica del passivo e quindi un piano di ristrutturazione.

Rassegna In fabbrica si lavora ancora?

Ianniello Garantiamo un'attività minima, perché se si ferma tutto ripartire sarebbe quasi impossibile. Attualmente su 550 colleghi stanno lavorando in 40-50, per una settimana o quindici giorni a turno. Tutti gli altri sono in cassa integrazione. E come noi anche nello stabilimento di Potenza molti sono fuori. Il dramma si fa sentire, mi hanno detto di tante richieste per sospendere il mutuo della casa.

Rassegna
Che cosa chiedete?

Ianniello La Regione deve pagare i debiti che ha con l'azienda e deve anche cercare di trovare un accordo sulle commesse assieme ad Ansaldo, affinché le due industrie collaborino. Al governo centrale chiediamo di fare la propria parte, non è possibile che si continuino ad asseganare le commesse all'estero, come è accaduto per l'alta velocità. Serve un tavolo nazionale sul settore della produzione ferroviaria italiana, perché se chiudiamo noi va giù tutto.



Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS firema

30/09/2010 16:46

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