Slitta a data da destinarsi il tavolo programmato a Roma al ministero dello Sviluppo economico per la vertenza dei 550 dipendenti. Indagini in corso sulla reale destinazione dei sostegni economici stanziati per tenere in vita lo stabilimento casertano
di Paolo Andruccioli
È slittato a data da destinarsi l’incontro programmato a Roma al ministero dello Sviluppo economico (notoriamente senza ministro) per la vertenza dei 550 dipendenti della Firema Trasporti Spa, una società per azioni italiana del settore metalmeccanico operante nella progettazione, costruzione e riparazione di locomotive, treni, metropolitane e tram. La società, anche a causa degli errori compiuti dalla famiglia di imprenditori italiani che l’ha gestita finora, è in amministrazione straordinaria dal 2 agosto 2010. Da allora è cominciata una vera e propria agonia per le maestranze dello stabilimento casertano che ora hanno deciso di ricorrere alla protesta più eclatante salendo sui tetti di uno degli stabilimenti di Firema.
Attualmente sono cinque i lavoratori che si sono asserragliati sul tetto dell’edificio, accampati alla meglio con tende e coperte. "Abbiamo potuto assicurare loro solo le condizioni minime di sicurezza", ha dichiarato il segretario della Fiom di Caserta, Raffale Moretti. "Con grande dignità - spiega Massimo Masat, responsabile nazionale della Fiom Cgil del gruppo Firema - queste persone, vogliono richiamare l'attenzione sulla vicenda Firema, azienda che occupa 900 lavoratori e che rischia di essere liquidata". La Fiom, ha spiegato Masat, "valuta con preoccupazione lo slittamento a data da destinarsi dell'incontro sulla vertenza. Il Commissario straordinario, anche alla luce delle aperture della regione Campania emerse nella riunione svoltasi ieri a Napoli, non deve dar luogo ad azioni che blocchino la produzione".
Ma oltre agli aspetti prettamente sindacali, è stata interpellata anche la Commissione regionale Affari istituzionali. Sotto la propria lente finiscono gli aiuti economici ricevuti dalla Firema nel tentativo di fare luce sullo stato di crisi dell’azienda. La Commissione di inchiesta servirà a chiarire ogni aspetto della questione. Si indagherà in pratica sulla reale destinazione dei sostegni economici stanziati per tenere in vita lo stabilimento casertano. Ma anche sui 17 nuovi treni che la Firema avrebbe dovuto realizzare. In pratica le commesse della Regione Metalmeccanica Lucana - Tito Scalo (Pz); Retam Service -Milano, Spello (Pg); Casaralta Spa – Bologna Officine Meccaniche della Stanga - Padova. Officine di Cittadella.
Fra le più importanti realizzazioni di Firema ricordiamo i treni metropolitani di Milano, Roma, Napoli, Genova e Catania, i treni ad alta velocità Etr 500, i treni a 2 piani di Trenitalia (Taf Treno ad Alta Frequentazione) e Ferrovie Nord Milano (Tsr Treno per Servizio Regionale), i tram per diverse città europee (Oslo, Manchester, Birmingham e Copenhagen). Nel 2009 è entrato in servizio il Meneghino, prodotto per la Metropolitana di Milano, un elettrotreno per metropolitane.
voglio precisare che i dipendenti di Firema Trasporti Spa non sono solo i 550 che lavorano nello stabilimento di Caserta ma sommando i lavoratori di Tito scalo, Milano e Spello si arriva a circa 900
Parla uno di loro, Giovanni Ianniello, 48 anni. "Siamo anche in sciopero della fame, quassù è dura". Ma non si arrendono. "Questa fabbrica può ripartire, abbiamo commesse per 25 milioni di euro. Il lavoro c'è, i problemi sono soltanto finanziari"