Modello contrattuale: Confindustria, verifica anche con Cgil
Il vicepresidente degli industriali Bombassei: ""Ci sono tutte le condizioni per decidere di fare insieme ed entro l'anno un 'primo tagliando' all'accordo del 2009"
Sembra una parziale riapertura alla Cgil sul modello contrattuale quella che arriva da Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria, al convegno di Genova su occupazione e competitività: "Ci sono tutte le condizioni per decidere di fare insieme ed entro l'anno un 'primo tagliando' all'accordo del 2009 e, con i sindacati tutti, firmatari e no, verificare oggettivamente lo stato dell'arte".
E a chiarire che l'invito di Confindustria è rivolto anche alla Cgil, Bombassei aggiunge: "Non abbiamo alcun preconcetto contro nessuno, più siamo meglio è. L'importante è che non si pongano condizioni, non si mettano limiti. Bisogna sedersi sgombri da preconcetti, con l'obiettivo di guardare avanti e non con lo specchietto retrovisore". Gli industriali, conclude Bombassei, sono anche "pronti" a un accordo interconfederale sulle regole di rappresentanza. "Non una legge. La legge eventualmente dopo, per darne validità generale", precisa.
Nel corso del pomeriggio tra l'altro si è anche tenuto un incontro fuori programma tra lo stesso Alberto Bombassei, Giampaolo Galli, direttore generale di Confindustria e Francesco Grondona, segretario generale della Fiom genovese. Quest'ultimo, che aveva partecipato alla manifestazione dei metalmeccanici nel Porto antico, aveva chiesto un incontro con i vertici confindustriali presenti. "Ho fatto presente - ha riferito poi ai giornalisti il dirigente Fiom - qual è la situazione delle fabbriche e il fatto che per noi è un errore pensare di arrivare non tanto a degli accordi quanto a delle capitolazioni e che si pone in Italia un problema di rappresentanza sindacale perchè in Italia c'è un pluralismo di organizzazioni sindacali".
"Su questo terreno in particolare - ha detto ancora Grondona - Bombassei ha convenuto, dicendo che sarà uno dei temi di questo convegno". Grondona ha aggiunto che in Confindustria c'è disponibilità ma che per quanto riguarda gli accordi sindacali separati "ci sono pressioni pesanti, pur sapendo che gli accordi separati diventano un problema sociale oltre che un problema giuridico".