I finiani votano insieme all'opposizione, ma specificano: "Non siamo contro il governo". Scrutinio segreto: 308 no e 285 sì. Sono mancati 37 voti all'esecutivo, che è sceso sotto la soglia di sopravvivenza di 316 deputati
L'Aula della Camera ha negato l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni a carico dell'ex sottosegretario Nicola Cosentino (Pdl), coinvolto nell'inchiesta sulla Loggia P3. E' stata approvata oggi (22 settembre) la relazione di maggioranza della giunta. I voti contrari sono stati 308 i favorevoli 285. La votazione si è svolta a scrutinio segreto. Il gruppo dei finiani, Futuro e libertà, ha votato sì alle intercettazioni, schierandosi dunque con l'opposizione. Ha però specificato che "non è un voto contro il governo".
Della Vedova (Fli), non è voto contro governo
"Non esistono motivi per respingere la richiesta del giudice di Napoli". Così la dichiarazione di voto del vice capogruppo dei finiani, Benedetto Della Vedova. "L'ostilità verso il nostro gruppo - prosegue - e il tentativo pasticciato quanto illusorio di costruire una maggioranza posticcia ma indipendente dai voti di Futuro e libertà, non è un contributo alla stabilità politica dell'esecutivo". Quindi quello di oggi "non è un voto contro il governo".
Il sì del Pd è stato annunciato dalla capogruppo in commissione Affari costituzionali, Sesa Amici. "Parliamo di prerogative, non di immunità - così nel suo intervento -. Se, come dalla relazione della giunta, le intercettazioni sono di valore irrilevante, è ancor più giusto dare l'autorizzazione al loro utilizzo".
A Montecitorio il governo perde 37 voti. In generale, hanno detto no Pdl e Lega, sì da Pd, Idv, Udc, Fli, Allenza per l'Italia. La cosiddetta soglia di sopravvivenza - ovvero i numeri necessari per un esecutivo stabile - alla Camera è fissata a 316 deputati, oggi l'esecutivo ne ottiene solo 308. Prima dell'uscita dei finiani, la maggioranza aveva 346 voti.
Franceschini, mancano 15 voti
"Mancano una quindicina di voti".Così Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera, che prosegue: "La richiesta di voto segreto da parte del Pdl parla da sola. Inoltre è un fatto gravissimo che manchino circa 15 voti, contando la differenza tra la somma di quelli che avevano annunciato di votare a favore dell'uso delle intercettazioni e il voto effettivo. Chi lo ha fatto si assume una grave responsabilità personale e politica". Ma chi manca all'appello? "Su una cosa posso assicurare tutti: nessuno del Pd ha votato contro l'uso delle intercettazioni".
(Ultimo aggiornamento 11.45)