E' ripreso oggi dopo la pausa estiva a Torino il processo Eternit che vede imputati il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis De Cartier per le migliaia di morti e malattie provocate dall'amianto lavorato in quattro stabilimenti della multinazionale.
L'udienza è stata incentrata sulle deposizioni dei consulenti tecnici della procura che hanno ricostruito la storia dell'azienda torinese. La difesa però non ha risparmiato le critiche. In particolare, sono stati criticati diversi passaggi della traduzione dal francese - eseguita da un docente universitario madrelingua - del verbale, redatto a Bruxelles il 26 ottobre 1972, in cui si definì il passaggio di consegne dai gestori belgi agli svizzeri. Nessun commento ufficiale invece dalla procura, ma si è appreso che l'esito dell'udienza è stato accolto con soddisfazione.