Il vertice di New York fa il punto sui Millenium Goals lanciati nel 2000. Progressi nella lotta alla fame, ma insufficienti. Cifre negative sulla mortalità infantile e femminile, e sui contagi da Aids. E il 2015 è dietro l'angolo
Dieci anni fa le Nazioni Unite si impegnarono a raggiungere entro il 2015 una serie di obiettivi, tra i quali lo sradicamento della povertà, l'educazione primaria universale, la riduzione della mortalità infantile e delle vittime da Aids/Hiv. Sono i Millennium Development Goals sui quali oggi (20 settembre) a New York i 192 membri dell'Onu si raccolgono per fare il punto in un vertice di tre giorni. A soli cinque anni dalla scadenza dell'obiettivo è poco ma sicuro che nessuna delle piaghe elencate nel vertice del Millennio sarà debellata o sensibilmente ridotta entro il 2015.
Gli obiettivi
Sradicare la povertà estrema e la fame; garantire l'educazione primaria universale; promuovere la parità dei sessi e l'autonomia delle donne; ridurre la mortalità infantile; migliorare la salute materna; combattere l'Hiv/Aids, la malaria e altre malattie; garantire la sostenibilità ambientale; sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo.
Alla voce "lotta alla povertà" qualche passo avanti c'è stato, ma a tutt'oggi sono 925 milioni gli affamati nel mondo. Una soglia
certificata dalla Fao che la giudica "alta in modo inaccettabile". Anche perché, se dovesse persistere il recente aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, arriveranno ulteriori ostacoli alla lotta per ridurre la fame. E l'obiettivo di dimezzare il numero di chi vive con meno di un dollaro al giorno non sarà raggiunto.
E' però sul fronte della salute che non si vedono progressi sufficienti. Lotta all'Aids (
i malati sono in aumento), mortalità infantile e delle donne in maternità stentano ad essere debellati e difficilmente lo saranno dopo questo vertice, dal momento che non sono previsti nuovi donatori ma solo la firma di un accordo già pronto in forma di bozza.
E mentre i leader del mondo si confronteranno, 66mila bambini continueranno a morire: questa l'amara sintesi di Save the Children sul summit. L'associazione esorta i leader mondiali a porre fine alla tragedia di milioni di morti evitabili, madri e bambini che perdono la vite per malattie come polmonite, diarrea, malattia o complicazioni legate alla nascita. Sono circa 8,1 milioni i bambini che ancora muoiono ogni anno prima dei 5 anni e 358mila le donne che perdono la vita a causa della gravidanza o per complicazioni legate al parto. L'incontro di tre giorni a New Yorkì è l'ultima occasione importante - dice Save the Children - per soddisfare la promessa di salvare dalla morte 15 milioni di bambini entro il 2015.
Le statistiche dell`Onu mostrano inoltre che i progressi sugli obiettivi quantitativi sono in gran parte dovuti ai risultati raggiunti, tramite processi di crescita autonomi, da Paesi popolosi come Cina, India e Brasile.
Con lo slogan "Fai sentire il battito del tuo cuore contro la fame nel mondo" l'Onu ha lanciato la tre giorni di mobilitazione "Stand Up-Take action" che accompagna il vertice, invitando i cittadini ad alzarsi in piedi in piazze, luoghi pubblici e sportivi di tutta Italia per ricordare ai governi dei Paesi ricchi gli impegni presi per sconfiggere la povertà estrema entro il 2015. Saranno oltre 100 in Italia gli eventi e le occasioni pubbliche organizzati dalla società civile per "dire di no" alla fame nel mondo. Ma serve ben altro.