Bruxelles prevede per il nostro paese un Pil all'1,1% rispetto all'1,7 dell'Eurozona. La ripresa per adesso è "moderata" e si salva solo con le esportazioni. Ancora difficile la situazione occupazionale. Bene Germania e Polonia, Spagna in recessione
La ripresa dell'Italia appare "moderata" e trainata principalmente dal settore industriale, "grazie al rimbalzo delle esportazioni dopo il collasso del 2009". Ma "la situazione ancora fragile del mercato del lavoro continuerà a pesare sulla dinamica dei consumi privati". È la fotografia sulla crescita economica nel nostro paese scattata dalla Commissione Ue nelle sue previsioni intermedie diffuse oggi (13 settembre).
Nel 2010, secondo le ultime previsioni, il prodotto interno lordo dei 16 paesi di Eurolandia crescerà dell'1,7% e dell'1,8% nei 27 Paesi dell'Ue. Le stime sono dunque "largamente al rialzo" rispetto a quelle della primavera scorsa, quando era stato stimato un aumento del Pil dello 0,9% nell'eurozona e dell'1% nei 27. Secondo gli esperti di Bruxelles, questa crescita nel secondo trimestre del 2010 sarà particolarmente forte e più equilibrata sulla domanda interna di quanto anticipato.
La ripresa, tuttavia, "rimane fragile, con un'incertezza alta e sviluppi diversi tra tutti i paesi". A fare da traino saranno Germania e Polonia, che cresceranno quest'anno del 3,4%, seguite da Olanda (+1,9%), Regno Unito (+1,7%) e Francia (+1,6%). Il Pil italiano si attesterà, secondo Bruxelles, a +1,1% (in rialzo rispetto allo 0,8% previsto in maggio). Resta in recessione la Spagna (-0,3%).
Quanto all'inflazione, sempre nella zona euro si attesterà nel 2010 all'1,4%, leggermente al di sotto delle precedenti previsioni (1,5). Indice dei prezzi al consumo rivisto al ribasso anche per l'Italia, per la quale Bruxelles prevede l'1,6% (come Francia e Spagna) contro la precedente stima dell'1,8. Il valore più alto riguarda il Regno Unito (3%). La previsione per la Germania, così come per i Paesi Bassi, è dell'1,1%. Nell'intera Ue Bruxelles stima l'1,8%.