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Bossi: la Lega vota la fiducia

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Dopo la minaccia del voto contrario, il senatùr si corregge: "Berlusconi è il leader, se lui dice avanti va bene anche per noi". E attacca Fini. Zaia chiede il voto, dall'opposizione Zingaretti afferma: "Maggioranza decomposta paralizza anche il paese"

di rassegna.it

La Lega non farà mancare il voto a Berlusconi quando si presenterà in aula per la fiducia a fine settembre. E' quanto affermato ieri (9 settembre) dal presidente della Lega, Umberto Bossi. Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi, che avevano ipotizzato un voto contrario, il numero uno del Carroccio ha assicurato: "Berlusconi è il leader, se lui dice avanti va bene anche per noi. Quando andrà in aula gli daremo il voto perchè con Berlusconi abbiamo fatto un patto: lui ha mantenuto la parola sul federalismo e noi non accoltelliamo alle spalle chi ci aiuta".

E' quindi tornato ad attaccare
il presidente della Camera, Gianfranco Fini. "Fini dice che la Padania non esiste - ha detto -, ognuno si suicida come vuole. Noi siamo più forti di lui, che invece dovrebbe imparare a mantenere la parola. Noi la parola la manterremo. Siamo alleati con Berlusconi e non litigheremo".

Ma oggi (10 settembre) torna a minacciare il voto il governatore leghista del Veneto, Luca Zaia. "Senza una maggioranza coesa - scrive su Il Gazzettino -, capace di portare a termine i progetti di riforma del paese che i cittadini hanno chiesto, è meglio tornare a votare".

Le divisioni della maggioranza vengono sottolineate dal governatore della Provincia di Roma, Luca Zingaretti. "Il dato più evidente delle ultime ore - a suo giudizio - è che siamo di fronte a una decomposizione politica della maggioranza che vinse le elezioni più di due anni fa". Zingaretti, negli ultimi tempi accreditato come possibile candidato alle primarie di centrosinistra, aggiunge: "Su come uscire da questa situazione ci sono risposte molto diverse da parte di tutti i leader del centrodestra. Il problema è che il risultato finale di questa condizione di divergenza di opinioni è una paralisi della capacità della maggioranza di produrre atti di governo. Il conto finale è che noi da mesi abbiamo un paese fermo sulle scelte fondamentali".



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TAGS politica governo

10/09/2010 09:54

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