
Consumi: giù nel primo semestre, calano alimentari
Salgono tv e smartphone
Non c'è ripresa dei consumi, anzi si registra un calo. La grande distribuzione fa segnare una flessione dello 0,3%, e per la prima volta calano i consumi alimentari, soprattutto dei prodotti di base, come pasta di semola (-2,8%), conserve di pomodoro (-2,3%), olio d'oliva (-1,7%), olio di semi (-5%). Invece il settore che continua a crescere anche durante il primo semestre del 2010 è quello dell'elettronica di consumo (tv lcd, smartphone, ipad), che fa segnare un balzo di +16%. E' quanto emerge dal Rapporto Coop 2010 "Consumi & Distribuzione", presentato oggi (9 settembre) a Milano.
Secondo il rapporto, redatto dall'Ufficio studi dell'associazione nazionale cooperative di consumatori, Ancc-Coop, nonostante una ripresa economica avviata ma debole dopo il biennio nero 2008-2009, la crisi lascia un'eredità che per l'Italia è più difficile da superare rispetto agli altri Stati europei. Quello che condiziona l'Italia sembra essere l'impatto sociale della crisi. Oltre il 37% degli italiani percepisce un aumento della povertà, contro la media europea che si ferma al 24%.
Per quanto riguarda i consumi, il divario tra gli Stati nel biennio 2008-2010 è evidente: Italia e Spagna hanno pagato più della Germania, che ha avuto una lievissima flessione, ma soprattutto rispetto alla Francia che ha invece aumentato. L'epicentro della crisi sono comunque i beni di consumo quotidiani, primi fra tutti gli alimentari: pane e cereali (-5,2%), pesce (-4,3%), latte formaggi e uova (-3,3%), olii e grassi (-3,4%). Le previsioni per il 2010-2011, a fronte di un aumento del Pil (+1,2% e +0,9%), segnalano una ripresa debole, che, per l'anno in corso si attesta sullo 0,3%, e per il 2011 sullo 0,6%. Comunque la ripresa, aggiunge il Rapporto, dipenderà soprattutto dall'andamento dell'inflazione.
Per quanto riguarda i consumi, il divario tra gli Stati nel biennio 2008-2010 è evidente: Italia e Spagna hanno pagato più della Germania, che ha avuto una lievissima flessione, ma soprattutto rispetto alla Francia che ha invece aumentato. L'epicentro della crisi sono comunque i beni di consumo quotidiani, primi fra tutti gli alimentari: pane e cereali (-5,2%), pesce (-4,3%), latte formaggi e uova (-3,3%), olii e grassi (-3,4%). Le previsioni per il 2010-2011, a fronte di un aumento del Pil (+1,2% e +0,9%), segnalano una ripresa debole, che, per l'anno in corso si attesta sullo 0,3%, e per il 2011 sullo 0,6%. Comunque la ripresa, aggiunge il Rapporto, dipenderà soprattutto dall'andamento dell'inflazione.
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TAGS consumi
09/09/2010 17:52














