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Cile, quei minatori caduti dal cielo

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Per la seconda volta in un anno, dopo il terremoto, su una tragedia è sorta una macchina comunicativa enorme. Piñera ha spettacolarizzato il salvataggio per aumentare il consenso. Ma la sua agenda mediatica è sempre più lontana dai problemi reali del Cile

di Roberto Valencia

autore foto: globovision, da flickr (immagini di autore foto: globovision, da flickr)
Santiago - A un mese della tragedia che ha sepolto 32 minatori cileni e un boliviano sotto settecento metri di terra e roccia, il Cile deve fare i conti con la nuova tappa aperta dal governo di destra del presidente Sebastian Piñera, il cosiddetto Berlusconi cileno. Nonostante, e per fortuna, le operazioni di salvataggio nella miniera di San José proseguano senza gravi problemi, il dibattito nato intorno a un incidente sul lavoro promette di modificare l'attuale panorama politico del Cile.

Mentre tre macchine perforatrici altamente tecnologiche scavano la via di uscita per i minatori, in superficie accanto alla miniera crollata è sorto un piccolo paesino composto da autoritá, familiari, abitanti della zona, stampa locale ed estera, dottori, infermieri, ingegneri, vivificando un pezzo di deserto nel nord del Cile.

Il piccolo ufficio postale vicino all'ingresso della miniera smista ogni giorno le lettere ai minatori, destinate ad arrivare agli uomini intrappolati attraverso la prima perforazione aperta due settimane fa. Per questo lunghissimo e stretto tunnel si inviano i materiali necessari per la sopravvivenza dei minatori, che già hanno avuto la possibilitá di mettersi in contatto col mondo esterno attraverso una telecamera.

Per la seconda volta in un anno, in Cile, sulla base di una tragedia è sorta una macchina comunicativa enorme. Prima il terremoto di febbraio scorso, monopolizzato dai mass media col contrappeso, per fortuna, delle reti sociali, di Facebook e di Twitter, che in Cile piano piano sono diventate un nuovo attore sociale in grado di influenzare la politica.

Adesso l'incidente dei minatori, caduto dal cielo per il governo di destra che ha subito sfruttato la situazione per aumentare il consenso nel paese. L'attuale ministro per le Miniere, Laurence Goldborne, è balzato al 98% nel gradimento dell'opinione pubblica, tanto che molti hanno iniziato a considerarlo un credibile candidato alla sostituzione di Piñera. Goldborne, prima di diventare ministro, era un imprenditore, esattamente come Piñera.

Ma una parte considerevole della societá cilena ha colto la montatura comunicativa messa in piedi dal governo e dai mass media vicini alla destra, anche perché la vicenda dei minatori ha occupato tutta l'agenda informativa, oscurando altri temi di non minore importanza. Come lo sciopero della fame che 32 Mapuche (la principale etnia originaria del Cile) stanno facendo da 50 giorni, in prigione, nel contesto dei conflitti tra le comunità native e lo Stato cileno. Come l'installazione di nuove centrali termoelettriche nel nord del paese. O come l'aumento della povertà nell'ultimo anno dal 13,4% al 15% della popolazione.

La verità è che l'agenda mediatica del presidente cileno si sta piano piano allontanando dai problemi reali. In questi giorni Piñera ha annunciato in tv le celebrazioni del Bicentenario del Cile. L'ultimo show presidenziale è stato l'inaugurazione di una caffetteria nel centro di Santiago, dove si é creata un nuova offerta gastronomica: 'il panino Piñera'. Un clima fortemente spettacolarizzato, insomma, poco consono all'educazione civile dei cileni, abituati alla sobrietá delle cerimonie di stato. Ma da quando è subentrato il nuovo governo di destra lo scenario è cambiato radicalmente: ora la politica fa parte dello spettacolo e viceversa. Così le autorità puntano a liberare i minatori magari lo stesso giorno delle celebrazioni per il Bicentenario, tra il 17 e il 21 di settembre.

Dopo la tragedia della San José, Piñera ha annunciato un rapporto completo sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori cileni. Ma il vero problema nel mondo del lavoro cileno é il precariato imposto negli ultimi quindici anni, con un alto turn over e tempi lunghi di ingresso nel mercato del lavoro (in media ogni cileno impiega cinque anni per trovare un posto) e un basso tasso di sindacalizzazione, che non supera il 12% della forza lavoro. Economisti ed esperti già scommettono che il rapporto annunciato da Piñera non toccherà questi aspetti.

Nel frattempo, di fronte al palazzo di governo della Moneda, hanno installato una bandiera gigante per celebrare il Bicentenario.

Blog: minatori sotto terra, sciacalli sopra



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TAGS minatori cile atacama

09/09/2010 13:28

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