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Berlusconi: "Ho i numeri, vado avanti"

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"Tranquilli, in Parlamento la maggioranza regge, ho il dovere di governare". Il premier parlerà alla Camera a fine settembre, ma la Lega è pronta alla sfiducia. No comment del Quirinale: "È un problema puramente politico per cui non mi pronuncio"

Di fronte al burrone della crisi di governo, evocata anche dal suo alleato Bossi che spinge per andare al voto confortato dai suoi sondaggi, Berlusconi frena: "Si va avanti tranquilli", in Parlamento "ci sono i numeri". Così il presidente del Consiglio ha risposto a chi gli chiedeva se l'esecutivo sarà in condizione di andare avanti sul programma dopo lo strappo con Fini. Il premier lo ha detto ieri sera (8 settembre) lasciando la residenza romana dell'ambasciatore israeliano Gideon Meir dove, in un terrazzo affacciato su Villa Balestra, ha festeggiato il Rosh Hashanah, il capodanno ebraico. Insieme a lui c'erano il sottosegretario Gianni Letta, Clemente Mimun, Bruno Vespa e Valentino Valentini.

Dopo il discorso di Mirabello, Berlusconi ha deciso dunque di non rispondere direttamente al presidente della Camera in questo braccio di ferro che potrebbe portare alle elezioni anticipate. Il premier ha sceglie, piuttosto, la via della 'guerriglia', a partire dall'input al capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto di chiedere la calendarizzazione solo a fine settembre di un intervento del premier in aula alla Camera: una tempistica dilatoria che già fa tramontare l'ipotesi del voto in autunno. Berlusconi penserebbe a un discorso programmatico, senza sconti a Gianfranco Fini ma senza volontà di rottura, per allargare il più possibile i confini della sua maggioranza non solo ai finiani scettici (che ancora spera di convincere a una retromarcia) ma anche quelli che, come il leader Mpa Raffaele Lombardo, hanno assicurato il loro voto.

Ci sarà però da fare i conti con la Lega. "Tutto dipende da quello che vuol fare Berlusconi - dice Bossi - ma la vera via d'uscita sono le elezioni". E siccome alle urne si va "se ci sono le dimissioni di Berlusconi o un voto contrario", Bossi offre la disponibilità del Carroccio a votare contro il discorso del premier, aggiungendo che il suo partito è pronto a "calare" su Roma con 10 milioni di persone contro ipotesi di governi tecnici. Un clima che il presidente della Repubblica non vuole commentare: "Sfiducia? È un problema puramente politico su cui non mi pronuncio. È un annuncio, una scelta di cui non posso non prendere atto". E intanto il posto di ministro dello Sviluppo economico è vacante da 127 giorni.



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TAGS berlusconi governo

09/09/2010 09:57

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