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Fmi: Cgil, confermato effetto depressivo manovra

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"Le previsioni del Fondo monetario internazionale confermano l’effetto depressivo che la Cgil aveva imputato alla manovra di correzione di luglio". E’ il commento del segretario confederale della Cgil, responsabile delle Politiche economiche, Danilo Barbi, alle stime del Fondo.

"Persino un organismo come il Fondo monetario internazionale - aggiunge - diffonde previsioni che smentiscono i calcoli sulla crescita posti, dal governo, alla base della manovra correttiva di luglio". Il governo, ricorda il dirigente sindacale, "prevedeva una crescita dell’1,5% per il 2011, dopo una crescita dell’1% per quest’anno, mentre oggi il Fondo annuncia, e lo dice con chiarezza nelle motivazioni, che la stessa manovra deprimerà e abbasserà la crescita prevedibile per il prossimo anno".

"Quell’effetto depressivo - spiega Barbi - che la Cgil ha denunciato, insieme all’iniquità sociale, essere il prodotto della manovra. Inoltre - aggiunge - c’è poi da notare che anche lo stesso Fmi non può fare a meno di ammettere che la crescita globale è bassa e incerta e che quindi purtroppo non si può ancora parlare di un vero e proprio meccanismo di ripresa". Questo perché, conclude Barbi, "le cause della crisi, ovvero aumento delle disuguaglianze nella distribuzione del reddito e finanziarizzazione dell’economia, sono ancora in piedi. Non a caso il Fondo monetario sostiene che la regolamentazione della finanza è decisiva".


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TAGS fmi

08/09/2010 18:52

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