Il presidente della Camera non molla: se Berlusconi e Bossi vanno al Quirinale sono "analfabeti in diritto costituzionale". Non lascia spontaneamente perché "non è vietato fare politica". Costituzionalisti: non è possibile chiedere le sue dimissioni
Gianfranco Fini farà il presidente della Camera per tutta la legislatura. Lo ha assicurato ieri (7 settembre), intervistato al Tg de La7 da Enrico Mentana. Fini resta sullo scranno di Montecitorio "per ora, e per tutta la legislatura", ha detto. Ha quindi commentato l'intenzione di Berlusconi e Bossi di recarsi al Quirinale, per chiedere le sue dimissioni: "Tanto rumore per nulla, non ci andranno perché dimostrerebbero di essere degli analfabeti in diritto costituzionale. Nessuno può indurre quelle dimissioni".
Quindi, a suo giudizio, non è possibile un intervento di Napolitano. I leader del centrodestra non lo chiederanno. "Dimostrerebbero di non sapere che nessuno ha il potere di indurre quelle dimissioni. Se vedranno il presidente della Repubblica sarà per parlare della situazione politica - ha affermato - e questo mi sembra ben doveroso". Fini ha mostrato in tv un copia della Costituzione, sostenendo che "la conoscono tutti".
Nessuna intenzione di dimettersi spontaneamente, "a meno che - ha precisato - non si dimostri che sono venuto meno all'unico dovere che ha il presidente della Camera, ossia rappresentare la Camera e assicurare il buon andamento dei lavori". Fare politica "non è vietato - così ha chiuso -, è evidente che ho il dovere di far rispettare il regolamento".
Costituzionalisti: impossibile chiedere dimissioni
Andare al Quirinale per chiedere le dimissioni del presidente della Camera "non è possibile", perchè "Costituzione e regolamenti parlamentari sono chiarissimi". Lo affermano Giorgio Rebuffa e Paolo Armaroli, due costituzionalisti intervistati oggi (8 settembre) dalla
Stampa, sul fatto che "costituzionalmente l'atto di elezione del presidente della Camera è impegnativo per la Legislatura".
L'unico modo che ha il presidente del Consiglio per ottenere le dimissioni della terza carica dello Stato, sottolinea Rebuffa, "è chiederglielo". L'altra ipotesi è "provocare la fine della legislatura". Per questo andare al Colle "è una follia dal punto di vista costituzionale, un non-senso che serve a Berlusconi a convincere il suo popolo della bontà delle sue posizioni. Un gesto di teatro, ma sostenuto da una follia eversiva". Certo, gli fa eco Armaroli, ex parlamentare di An, "sarebbe un intervento anomalo, volto però a segnalare una forte anomalia" con "il presidente della Camera che contesta giorno dopo giorno il governo". Insomma, esiste "un problema di imparzialità".
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