di SpiMarche
pubblicato il 07/09/2010
Ad Ascoli Piceno....
I sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil della provincia di Ascoli sono preoccupati che ancora una volta a pagare siano i soggetti più deboli della società e che la manovra possa avere un impatto negativo sul territorio.
di SpiMarche
Come è ormai evidente l’ultima manovra del governo di 25 miliardi di euro avrà importanti ripercussioni sui bilanci delle regioni e su quelli degli enti locali, con il pericolo di causare una riduzione degli attuali livelli dei servizi alla persona e contemporaneamente aumenti di imposte, tasse e tariffe.
I sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil della provincia di Ascoli sono preoccupati che ancora una volta a pagare siano i soggetti più deboli della società e che la manovra possa avere un impatto negativo sul territorio, già compromesso da una grave e perdurante crisi occupazionale.
La consapevolezza che al primo posto della riflessione e dell’azione sindacale ci siano i problemi reali delle persone e la ricerca delle soluzioni, le segreterie provinciali hanno sottoscritto un documento unitario, superando le contrapposizioni pur esistenti tra i sindacati confederali nazionali.
Con il documento, che è stato inviato a tutti i Sindaci, ai coordinatori d’ambito e ai direttori delle ASUR territoriali, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil di Ascoli Piceno sostengono che in un momento così difficile, la difesa dei redditi, l’estensione e la qualità dei servizi sociali e socio sanitari rappresentano una condizione irrinunciabile per garantire le tutele dei cittadini dei lavoratori e dei pensionati e ritengono
che, per far fronte all’enorme riduzione delle risorse, occorra tra l’altro:
¾ rendere ancora più vincolanti e determinanti le unioni dei comuni e la relativa gestione associata delle funzioni e dei servizi;
¾ prevedere un nuovo modo di impostare i bilanci comunali rinunciando alla distribuzione delle risorse in base alla spesa storica di ogni singolo assessorato, ma finanziando solo progetti preventivamente elaborati; in modo da mantenere costante le risorse da destinare allo stato sociale;
¾ intensificare gli strumenti di contrasto all’evasione fiscale e contributiva che nel nostro paese ha raggiunti livelli intollerabili;
¾ che si intensifichi la lotta alla criminalità organizzata;
¾ che si proceda, nei fatti e non soltanto con la propaganda, ad una drastica riduzione dei costi della politica a partire dall’abolizione di privilegi insostenibili di parlamentari, consiglieri regionali, presidenti e consiglieri di enti pubblici ecc.
Il documento si pone quindi come critica all’impianto della manovra, fatto di tagli insostenibili alle regioni e agli enti locali, e della sua assoluta iniquità, e indica nei contenuti propositivi una comune volontà unitaria di puntare sulla contrattazione locale quale strumento per individuare soluzioni condivise.
Per leggere l’intero documento: www.marche.cgil.it/spi
I sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil della provincia di Ascoli sono preoccupati che ancora una volta a pagare siano i soggetti più deboli della società e che la manovra possa avere un impatto negativo sul territorio, già compromesso da una grave e perdurante crisi occupazionale.
La consapevolezza che al primo posto della riflessione e dell’azione sindacale ci siano i problemi reali delle persone e la ricerca delle soluzioni, le segreterie provinciali hanno sottoscritto un documento unitario, superando le contrapposizioni pur esistenti tra i sindacati confederali nazionali.
Con il documento, che è stato inviato a tutti i Sindaci, ai coordinatori d’ambito e ai direttori delle ASUR territoriali, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil di Ascoli Piceno sostengono che in un momento così difficile, la difesa dei redditi, l’estensione e la qualità dei servizi sociali e socio sanitari rappresentano una condizione irrinunciabile per garantire le tutele dei cittadini dei lavoratori e dei pensionati e ritengono
che, per far fronte all’enorme riduzione delle risorse, occorra tra l’altro:
¾ rendere ancora più vincolanti e determinanti le unioni dei comuni e la relativa gestione associata delle funzioni e dei servizi;
¾ prevedere un nuovo modo di impostare i bilanci comunali rinunciando alla distribuzione delle risorse in base alla spesa storica di ogni singolo assessorato, ma finanziando solo progetti preventivamente elaborati; in modo da mantenere costante le risorse da destinare allo stato sociale;
¾ intensificare gli strumenti di contrasto all’evasione fiscale e contributiva che nel nostro paese ha raggiunti livelli intollerabili;
¾ che si intensifichi la lotta alla criminalità organizzata;
¾ che si proceda, nei fatti e non soltanto con la propaganda, ad una drastica riduzione dei costi della politica a partire dall’abolizione di privilegi insostenibili di parlamentari, consiglieri regionali, presidenti e consiglieri di enti pubblici ecc.
Il documento si pone quindi come critica all’impianto della manovra, fatto di tagli insostenibili alle regioni e agli enti locali, e della sua assoluta iniquità, e indica nei contenuti propositivi una comune volontà unitaria di puntare sulla contrattazione locale quale strumento per individuare soluzioni condivise.
Per leggere l’intero documento: www.marche.cgil.it/spi
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07/09/2010 23:57













