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Carceri: 69.000 detenuti, "emergenza umanitaria"

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"Mentre in tutta Europa ci si interroga sulle criticità del sistema penitenziario e si adottano misure contro il sovraffollamento, l'Italia si distingue per incapacità di intervento e assenza di progettualità. Come non rammentare il silenzio seguito alla dichiarazione di stato di emergenza annunciata dal presidente del Consiglio Berlusconi con l'illustrazione del piano carceri e dei 'tre pilastri' (edilizia penitenziaria, deflazione delle presenze in carcere, assunzione di 2.000 agenti)". A dirlo in una nota è Francesco Quinti, responsabile nazionale Fp Cgil per il comparto sicurezza.

"In questi mesi - osserva il dirigente sindacale - mentre in carcere si continua a morire e si rischiano rivolte e fughe di massa, è calato il silenzio: niente sul piano dell'edilizia, che richiede circa 1,5 miliardi di euro di investimenti, il ddl Alfano forse concluderà il suo iter nel mese di ottobre, producendo effetti modesti sul contenimento delle presenze, niente sul fronte delle assunzioni, malgrado si sconti una carenza di 6.000 poliziotti, cui si aggiungeranno almeno 2.500 pensionamenti nei prossimi 3 anni".

"Non servono - osserva poi Quinti - le visite agostane in carcere dei parlamentari, ridotte a operazioni d'immagine, né disposizioni tampone. Occorre un piano complessivo di intervento in grado di incidere sulla drammatica situazione delle carceri e l'avvio di una discussione parlamentare scevra dai soliti condizionamenti. Ma soprattutto occorrono investimenti, senza i quali ogni discussione si riduce a vile speculazione".

Circa 69.000 detenuti, a fronte di 43.500 posti disponibili, "rendono assai complessa, e in qualche caso precaria, la sicurezza e la vita nelle carceri, l’incolumità del personale e delle persone ristrette, come dimostrano le numerose risse, le aggressioni ai danni di poliziotti, i suicidi, i tentativi di fuga sventati solo grazie alla professionalità del personale di polizia penitenziaria". Su questi temi il governo, il ministro Alfano e il capo del Dap Franco Ionta, commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria, abbiano il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e ammettano il fallimento".

Infine un appello al presidente Napolitano per il rispetto dell’art. 27 della Costituzione: "Confidiamo nella sua sensibilità istituzionale e personale affinché solleciti l’apertura di un una discussione parlamentare risolutiva. Siamo all'emergenza umanitaria e su questo terreno la politica dovrebbe mostrare serietà e capacità di azione. Finora solo parole e promesse dal sapore sempre più amaro".

Melis (Pd), servono anche le visite di Ferragosto



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TAGS carceri

07/09/2010 14:22

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