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Politica, immigrazione

Maroni: elezioni ora, comunitari a casa

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Il ministro dell’Interno: Viminale "pronto per attuare le procedure di votazione. Si può votare anche domani". E chiede "provvedimenti di espulsione e rimpatrio" anche per i cittadini comunitari che non rispettano le regole

di rassegna.it

Da ministro dell’Interno, propone all’Europa un giro di vite contro gli immigrati comunitari. Da esponente politico, rilancia la proposta delle elezioni immediate per sancita morte della maggioranza. In entrambe le versioni Roberto Maroni parla una sola lingua: dialetto stretto leghista, poche vocali e molte consonanti come tutti gli idiomi aggressivi.

Il ministro oggi (6 settembre) era a Parigi per un seminario sull’immigrazione e l’asilo, e in quella sede ha auspicato “provvedimenti di espulsione e rimpatrio” anche per i cittadini comunitari che non rispettano le regole, “perché al momento non ci sono sanzioni efficaci ed è una lacuna che va colmata”.

Più precisamente, Maroni ha parlato di espulsioni e rimpatrio per chi non rispetta “la direttiva europea 38 del 2004 che stabilisce a quali condizioni il cittadino comunitario può risiedere in un paese”.

Maroni ha poi chiesto una maggiore cooperazione, nell’ambito dell’Unione europea, in materia di immigrazione clandestina. Il ministro – riferiscono le agenzie – ha anche difeso le iniziative di Francia e Italia per “incoraggiare” l’esodo volontario di alcuni cittadini comunitari verso i loro Paesi dando loro una somma di denaro.

Quanto ai subbugli nella maggioranza dopo il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello, Maroni ha detto che “il ministero è sempre pronto per attuare le procedure di votazione, se e quando il presidente della Repubblica deciderà. L’ufficio elettorale è sempre allertato, si può votare anche domani”.

Dietro la dichiarazione di pronta operatività c’è ovviamente una valutazione politica: “Con il discorso di Fini – dice Maroni – c’è stata la fine traumatica della maggioranza” e il ministro è “per l’immediato ricorso alle urne”. Spiega infatti: “Nelle parole di Fini non vedo possibilità di andare avanti nella legislatura”. La “rinata Alleanza nazionale – per Maroni - si vuole porre come partito che assicura gli interessi del Sud più che quelli della Padania. Un partito che mi pare orientato a riposizionarsi più sulle regioni meridionali e a difendere le ragioni del meridionalismo, Fini lo ha esplicitamente detto citando il federalismo”.  


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TAGS immigrazione immigrati pdl maroni

06/09/2010 17:05

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