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Fiat Melfi: Panorama all’attacco, la Fiom smentisce

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L’affondo del settimanale di Berlusconi: “I tre operai licenziati hanno sabotato l’azienda, impedendo la produzione”. Le tute blu della Basilicata rispondono: “Informazione falsa e diffamatoria, abbiamo 44 testimoni”. E annunciano un’azione legale

di rassegna.it

foto di Attilio Cristini (immagini di Attilio Crisitni)
Hanno “sabotato” l’azienda. Questa la pesante accusa che arriva da Panorama, in edicola oggi (3 settembre), contro i tre operai della Fiat licenziati a Melfi, poi reintegrati dal giudice del Lavoro e non fatti rientrare dal Lingotto. Il settimanale della famiglia Berlusconi offre una sua ricostruzione della vicenda: i lavoratori, negli scioperi tra il 6 e 7 luglio, avrebbero bloccato i carrelli della fabbrica e impedito la produzione. Citando presunti testimoni, il giornale scrive: “Quelli della Fiom, armati di fischietto e vuvuzela, cominciano il corteo(…). E Lamorte e Barozzino (due operai, ndr) sono in mezzo alla linea dei carrellini, che sono fermi”.

Dopo, secondo la versione, si aggiunge il terzo operaio, Pignatelli. I lavoratori non potevano stare su quelle linee, riferirebbe un testimone, ma “loro immobili. Lo guardano con aria di sfida, le braccia incrociate. Rimangono così almeno un quarto d’ora”. Gli iscritti alle tute blu della Cgil, inoltre, sono accusati di minacce e insulti: “urlano volgarità di ogni tipo” all’indirizzo di chi non partecipa agli scioperi.

Fiom: informazione diffamatoria, li denunciamo
Arriva subito la smentita della Fiom, che parla di “informazione falsa e diffamatoria”. E’ il segretario generale della Fiom Basilicata, Emanuele De Nicola, che risponde all'inchiesta del settimanale. “Il giornale - aggiunge - faccia i nomi degli operai intimoriti, affinchè sia la magistratura ad accertare i fatti. I delegati della Fiat di Melfi, nessuno escluso, non hanno mai avuto paura di nulla. Alcuni giorni fa, una parte di loro si è assunta la responsabilità di annullare un’assemblea”.

E ancora: “Ieri, unitariamente, e altrettanto liberamente hanno deciso l'incontro con tutti i lavoratori dello stabilimento per il 10 settembre prossimo”. Il segretario sottolinea che la notte del presunto blocco produttivo “i delegati di tutte le sigle firmarono un documento di condanna alla reazione di un responsabile di linea”. La Fiom ha citato 44 testimoni per riferire al giudice del Lavoro la dinamica dei fatti. Le tute blu lucane annunciano infine un’azione giudiziaria nei confronti del giornale.

Bombassei, problemi più importanti degli operai
L’Italia ha problemi più importanti dei quali occuparsi rispetto alla vicenda dei tre operai di Melfi licenziati dalla Fiat e reintegrati dal giudice del lavoro. Lo ha detto il vice presidente di Confindustria, Alberto Bombassei, parlando con i cronisti a margine del workshop Ambrosetti a Cernobbio. “Il fatto che per tutto agosto la storia dei tre operai abbia scomodato i vertici dello Stato e i vertici della Chiesa lo vedo da un lato con grande simpatia ma dall'altro credo che abbiano problemi più importanti da seguire. Se si dedicasse più tempo alle altre cose saremmo tutti più contenti”, ha dichiarato.



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TAGS fiom fiat melfi

03/09/2010 18:17

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1
I servi di LOR SIGNORI negli ultimi tempi , sono in costante aumento, sono come la gramigna, se non li estirpi con cura dalla radice , c'e' sempre il pericolo che ricresce.
I metodi di valletta , di marchionne e dei loro PADRONI, non sono mai cambiati, si sono allentati solo quanto " FISCHIAVA IL VENTO " .
Sono convinto , quel vento , ritornera' per diventare , uragano.
Peppino Scognamillo

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foto di Attilio Cristini