
Vicenza, concorso di bellezza per posto da cameriera
Bar di Tezze sul Brenta mette in palio un contratto di lavoro a chiamata. La Cgil: "Fermatelo, svalorizza le persone con un rito da osteria"
"Fermatelo!" è quanto chiede la Cgil del Veneto e di Vicenza al Comune di Tezze sul Brenta, dopo aver appreso di un concorso di bellezza organizzato da un bar del luogo che ha messo in palio un posto da cameriera con contratto di lavoro a chiamata. "Fermatelo – dice oggi (3 settembre) la Cgil in una nota – perché questa iniziativa celebra, in un rito da osteria, la svalorizzazione delle persone e del lavoro i cui segnali stanno emergendo sempre più frequenti nelle nostre comunità".
"Fermatelo - prosegue il sindacato - perché toglie dignità alle donne che per soddisfare l’aspirazione ad un lavoro devono passare per la mercificazione del proprio corpo, costrette a sottoporsi a cerimoniali avvilenti, tanto più se questo lavoro l’hanno perso, schiacciate della crisi. Fermatelo perché il lavoro è cosa nobile e deve vedere prima di tutto premiate le professionalità e le competenze, anche di una ragazza che serve al bar. Fermatelo perché non si può sbandierare, come fa il gestore del locale, il fatto che “ogni sei mesi si ripeterà il concorso” per assumere un’altra ragazza 'in aggiunta' (il che non comporta particolari impegni per il titolare che, usando il lavoro a chiamata, può far lavorare il dipendente solo quando gli fa comodo) 'o in sostituzione dell’altra' che può essere tranquillamente mollata (magari vox populi, se non è compiacente coi clienti?) alla stregua di una lavoratrice usa e getta".
"Fermatelo - inoltre - anche per affermare uno stile di vita e di rapporti umani nel vostro comune – come altrove - che premi la dignità delle famiglie, anche le più povere, e dei loro figli e valorizzi le tante attività fondate sulla qualità del servizio e dei prodotti che offrono. A Tezze, come in tutto il Veneto, vi sono ottimi baristi e gestori di pub, orgogliosi del proprio lavoro che svolgono con intelligenza, professionalità e dedizione e che non hanno bisogno di improvvisarsi organizzatori di eventi dal dubbio gusto per attirare clienti".
Anche a favore di una buona e sana concorrenza il Comune deve bloccare questa iniziativa altrimenti, avverte la Cgil, "pensiamo che ci siano le condizioni per minacciare il ritiro della licenza". Un secondo appello la Cgil del Veneto lo rivolge alle donne impegnate nella politica, nelle organizzazioni e nelle istituzioni affinché venga bloccata questa iniziativa che, oltre ad essere umiliante e lesiva della dignità delle donne, va anche contro le regole antidiscriminatorie nell’accesso al lavoro sancite dalla legge 198 (articolo 27). Un appello particolare all’assessorato regionale al Lavoro ed ai servizi ispettivi perché valutino la congruità e la liceità del 'concorso' rispetto ai dettami contrattuali e di legge ed intervengano di conseguenza".
"Fermatelo - inoltre - anche per affermare uno stile di vita e di rapporti umani nel vostro comune – come altrove - che premi la dignità delle famiglie, anche le più povere, e dei loro figli e valorizzi le tante attività fondate sulla qualità del servizio e dei prodotti che offrono. A Tezze, come in tutto il Veneto, vi sono ottimi baristi e gestori di pub, orgogliosi del proprio lavoro che svolgono con intelligenza, professionalità e dedizione e che non hanno bisogno di improvvisarsi organizzatori di eventi dal dubbio gusto per attirare clienti".
Anche a favore di una buona e sana concorrenza il Comune deve bloccare questa iniziativa altrimenti, avverte la Cgil, "pensiamo che ci siano le condizioni per minacciare il ritiro della licenza". Un secondo appello la Cgil del Veneto lo rivolge alle donne impegnate nella politica, nelle organizzazioni e nelle istituzioni affinché venga bloccata questa iniziativa che, oltre ad essere umiliante e lesiva della dignità delle donne, va anche contro le regole antidiscriminatorie nell’accesso al lavoro sancite dalla legge 198 (articolo 27). Un appello particolare all’assessorato regionale al Lavoro ed ai servizi ispettivi perché valutino la congruità e la liceità del 'concorso' rispetto ai dettami contrattuali e di legge ed intervengano di conseguenza".
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TAGS cgil veneto
03/09/2010 15:37
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1
Questo è umiliante. Ma cosa ci aspettiamo da questi figli della Lega (?); non fanno altro che applicare ciò che i loro padri gli hanno insegnato. A loro modo si ritengono nel giusto. Anzichè perdere tempo nel contrastare questo degrado dovremmo impegnarci a lavorare sulla creazione di uno status parallelo migliorativo che faccia implodere questi ignoranza. Questo sistema c'è già ed è già in Italia!













