Il presidente insiste sull’emergenza economica e sulla necessità di dare risposte all’occupazione e ai “giovani, che sono per noi il motivo principale di preoccupazione”. Il federalismo è “garanzia della rinnovata unità nazionale”
“E’ venuto il momento che l’Italia si dia una seria politica industriale nel quadro europeo secondo le grandi coordinate dell’integrazione europea”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo all’inaugurazione della piazzetta a Mestre intitolata a Gianni Pellicani, segretario regionale del Pci e nella segreteria nazionale nel 1989, e amico di Napolitano.
E’ la seconda occasione in poco più di 24 ore che il Capo dello stato lancia un appello alle forze politiche perché si concentrino sull’economia. Già ieri (1 settembre), arrivando a Venezia,
Napolitano aveva invitato a seguire “l’andamento della congiuntura sul piano mondiale, europeo e nazionale”.
Oggi riprende il filo del discorso in un centro industriale per eccellenza, la Mestre dei cantieri navali, insistendo sulla necessità, appunto, di una politica industriale “per l’occupazione e per i giovani che sono per noi il motivo principale di preoccupazione. Dobbiamo riuscire a dare risposte su tutti questi terreni”. “C’è una nuova categoria di giovani che, secondo gli esperti di statistica, non sono impegnati né in processi formativi, né in processi lavorativi, né in processi di addestramento al lavoro (
i cosiddetti neet, ndr). Dobbiamo dare delle risposte su tutti questi terreni – ha detto Napolitano -, tenendo conto dei limiti stretti in cui si muove l’azione pubblica, tenendo conto dell’impiego delle risorse del bilancio dello Stato punto ineludibile per governo e opposizione”.
Altro tema affrontato da Napolitano, quello del federalismo in rapporto all’unità nazionale. “L’autonomia e il federalismo – ha detto - sono la garanzia di una rinnovata unità nazionale”. Al suo fianco c’era il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, e a proposito dei governatori Napolitano ha ricordato che “oltre al ruolo amministrativo sono investiti di un forte ruolo di carattere politico che si integra con quello del Parlamento”.
“Si tratta - secondo Napolitano - di una visione evolutiva dello stato democratico italiano che nacque ferocemente accentrato, e che sta assumendo sempre più un carattere di stato delle autonomie, che lega strettamente unità e indivisibilità della Repubblica al profilo autonomistico. Questa evoluzione in senso autonomistico e federalistico della nostra Repubblica – sottolinea il Capo dello stato - è garanzia della rinnovata unità nazionale”.