
Scuola
Gelmini rifiuta di incontrare i precari
“Massima solidarietà”, ma “le persone che protestano lo fanno senza essere state ancora escluse”. “Disponibile al confronto, non alle polemiche”. No all’abolizione dei test di accesso all’Università
di rassegna.it
Complessivamente i tagli del governo in Finanziaria riguardano circa 25mila cattedre e 15mila posti di personale Ata. Tra questi, una parte degli esuberi è stata ammortizzata dai pensionamenti, oltre 30mila, ma va conteggiato anche il personale di ruolo, soprattutto docenti, che ha perso il posto e in agosto è stato reimpiegato su uno libero. Di rimando sono diminuiti i posti per i precari in lista d’attesa, circa 250mila docenti in graduatoria e 70mila personale Ata.
“La protesta - spiega però il ministro - è legittima, ma non del tutto motivata. Il ministero non ha ancora completato le operazioni sul personale scolastico, dobbiamo avere il tempo di completarle e solo allora vedremo quanti precari risponderanno positivamente agli accordi che stiamo ultimando con le Regioni. Non voglio essere coinvolta in una contrapposizione politica che determina un clima negativo sull’inizio dell’anno scolastico. Il mio compito oggi è garantire il corretto avvio dell’anno”. Ai precari – ha aggiunto Gelmini - “va la massima solidarietà, anche in maniera completa”. Il ministro ha poi rivolto un appello alle forze politiche affinché “non si strumentalizzi il disagio”.
Quanto alle “novità” dell’anno scolastico che si apre, Gelmini ha ricordato che per i ragazzi che fanno più di 50 giorni di assenza la bocciatura sarà automatica. Ed è tornata sul tasto del merito: “Abbiamo aperto un tavolo con i sindacati” per introdurre la progressione in carriera degli insegnanti basata sul merito, ha detto, aggiungendo che in Europa “solo Italia e Grecia non hanno un avanzamento per merito nella carriera degli insegnanti”.
Quanto alla polemica sui test di ammissione alle facoltà universitarie, Gelmini si dice “contraria all’abolizione dei test”. “Penso che ci debba essere un modo oggettivo per selezionare decine di migliaia di studenti che vogliono accedere a Medicina. Per i test, poi, ci sono margini di miglioramento, ma sono limitati. Qualcuno propende per far pesare di più il voto di maturità, ma oggi non c’è una misurazione oggettiva dei ragazzi al termine della scuola superiore. Non mi pare che sia questa la strada”.
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02/09/2010 12:28














