
Washington
Medio Oriente, al via i negoziati di pace
Hillary Clinton apre i negoziati diretti israelo-palestinesi: “Passo importante”. Ma Netanyahu avverte: “Per la pace concessioni dolorose. Siamo pronti a riconoscere uno stato palestinese sovrano, ma loro devono riconoscere il nostro”
La pace in Medio Oriente “può essere raggiunta solo con concessioni reciproche dolorose da entrambe le parti”. Così il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha aperto oggi (2 settembre) a Washington l’avvio dei negoziati diretti tra israeliani e palestinesi. “Il popolo israeliano e io come premier – ha detto – siamo pronti a camminare su questa strada da percorrere in poco tempo”. Ma per una “pace vera”, ha aggiunto, “ci sarà bisogno di negoziati, ci sono divergenze tra noi ma dobbiamo metterci d’accordo”.
I pilastri della trattativa devono essere “legittimità e sicurezza”. Secondo Netanyahu, infatti, Israele “è pronto a riconoscere uno Stato palestinese sovrano, ma anche noi ci aspettiamo che siate pronti a riconoscere Israele, come Stato nazionale del popolo ebraico”. Prima di un eventuale accordo, quindi, ci saranno “giorni difficili”.
Prima di lui Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha aperto i negoziati diretti. Ringraziando Netanyahu e il presidente palestinese, Abu Mazen, Clinton ha lodato il “loro coraggio e impegno”. Ha quindi proseguito: “Con la vostra presenza qui avete fatto un passo importante verso la liberazione dei vostri popoli, dalle catene di una storia che non possiamo cambiare e verso un futuro di pace e dignità che solo voi potete creare”.
Mentre a Washington si tentano nuovi passi in avanti nel processo di pace tra israeliani e palestinesi, gli Stati Uniti lavorano anche al dossier della pace tra lo Stato ebraico, la Siria e il Libano: Frederic Hof, assistente dell'inviato speciale americano per il Medio Oriente, George Mitchell, ha incontrato nelle ultime ore "alti responsabili siriani" a Damasco.
Secondo fonti di stampa libanese, Hof si sarebbe recato ieri per la seconda volta in meno di un mese a Damasco per "discutere dell'eventualità della ripresa dei negoziati (diretti) tra Siria e Israele", fermi da dieci anni. Nei giorni scorsi l'alto responsabile americano si era recato anche a Beirut dove aveva incontrato le autorità libanesi "nell'ottica di sondare la possibilita' di avviare colloqui di pace tra Israele e Libano".
A Damasco Hof e la controparte siriana avrebbero - secondo il giornale - affrontato anche la questione irachena, all'indomani dell'inizio della missione militare Usa "Nuova alba", che segna la fine delle operazioni di combattimento nel vicino Paese arabo.
(Ultimo aggiornamento 17.00)
I pilastri della trattativa devono essere “legittimità e sicurezza”. Secondo Netanyahu, infatti, Israele “è pronto a riconoscere uno Stato palestinese sovrano, ma anche noi ci aspettiamo che siate pronti a riconoscere Israele, come Stato nazionale del popolo ebraico”. Prima di un eventuale accordo, quindi, ci saranno “giorni difficili”.
Prima di lui Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha aperto i negoziati diretti. Ringraziando Netanyahu e il presidente palestinese, Abu Mazen, Clinton ha lodato il “loro coraggio e impegno”. Ha quindi proseguito: “Con la vostra presenza qui avete fatto un passo importante verso la liberazione dei vostri popoli, dalle catene di una storia che non possiamo cambiare e verso un futuro di pace e dignità che solo voi potete creare”.
Mentre a Washington si tentano nuovi passi in avanti nel processo di pace tra israeliani e palestinesi, gli Stati Uniti lavorano anche al dossier della pace tra lo Stato ebraico, la Siria e il Libano: Frederic Hof, assistente dell'inviato speciale americano per il Medio Oriente, George Mitchell, ha incontrato nelle ultime ore "alti responsabili siriani" a Damasco.
Secondo fonti di stampa libanese, Hof si sarebbe recato ieri per la seconda volta in meno di un mese a Damasco per "discutere dell'eventualità della ripresa dei negoziati (diretti) tra Siria e Israele", fermi da dieci anni. Nei giorni scorsi l'alto responsabile americano si era recato anche a Beirut dove aveva incontrato le autorità libanesi "nell'ottica di sondare la possibilita' di avviare colloqui di pace tra Israele e Libano".
A Damasco Hof e la controparte siriana avrebbero - secondo il giornale - affrontato anche la questione irachena, all'indomani dell'inizio della missione militare Usa "Nuova alba", che segna la fine delle operazioni di combattimento nel vicino Paese arabo.
(Ultimo aggiornamento 17.00)
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TAGS israele siria medio oriente libano
02/09/2010 10:48















