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Università, partono i test all’ombra dei raccomandati

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Iniziano le prove negli atenei pubblici e privati. Il sondaggio: per l’85% degli studenti la raccomandazione è più importante di studiare. Boom di richieste a Medicina, ma verrà ammesso solo un candidato su dieci

di rassegna.it

autore: Macerata granne, da Flickr
Iniziano i test universitari per l’ammissione alle facoltà. Da oggi (1 settembre) in molto atenei privati sono in corso le prove per tutti i candidati. Il 2 settembre sarà la volta delle università pubbliche. Le strutture stanno mettendo in campo strumenti di controllo, per evitare la falsificazione dei test e tutelare gli studenti onesti. Secondo un sondaggio di UniversiNet.it, però, l’85% dei partecipanti vorrebbe essere raccomandato per superare la selezione. Alla domanda: “Secondo te è più importante studiare o trovare una raccomandazione per i test di ammissione?”, solo il 12% degli 11mila ragazzi ha risposto studiare, gli altri hanno preferito la raccomandazione.

Nel frattempo, arrivano i numeri delle richieste: è boom di candidati per le facoltà mediche, con l’8,1% di domande in più rispetto al 2009. Secondo la Conferenza delle facoltà di Medicina e chirurgia, a Medicina (7mila richieste in più), ci sono 8,9 domande per ogni posto bandito. Ad esempio, nelle professioni sanitarie il rapporto è di 4,2 e nelle facoltà di Odontoiatria di 5,8.

Oggi va in onda il ripasso prima del test nelle strutture pubbliche. Fra i siti ufficiali per esercitarsi, c’è quello del ministero: www.accessoprogrammato.miur.it. Qui è possibile simulare la prova di Medicina, Architettura, Odontoiatria e veterinaria. Un altro sito è www.ammissione.it, dove ogni giorno si può partecipare alla simulazione det test di una facoltà diversa. E’ pieno di messaggi il forum di Studenti.it, dove molti ragazzi cercano di avvicinarsi per trovare un collega con cui “confrontarsi” durante la prova.

E sulla prova di Medicina interviene il sindacato:
chiede di cambiare il test, ma senza tornare al “potere politico e baronale”. Lo dichiarano Rita Guariniello, segretaria nazionale della Flc Cgil, e Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Medici. “In sostanza solo uno studente su 10 sarà ammesso – ricordano -, ma con criteri penalizzanti per chi si troverà a concorrere in un ateneo con pochi posti e con tanti studenti bravi, e per chi ha minori conoscenze di cultura generale”.
 
“Giustamente da più parti si chiede di cambiare questo sistema ma – a loro avviso - rischia di profilarsi come un rimedio peggiore, cioè il ritorno alla discrezionalità del potere politico e baronale. Basti pensare che nella sanità pubblica nonostante tante promesse per i concorsi di primario la scelta è ancora del solo direttore generale nominato dalla politica”.

“La domanda da farsi è se è ancora necessario il numero chiuso per l’accesso alla Facoltà di Medicina a fronte dei successivi abbandoni da parte degli studenti che superano i test e della carenza di medici che si prospetta nei prossimi anni nel servizio sanitario nazionale con le uscite previste per pensionamento”.

“Un primo passo in avanti – secondo i sindacalisti - sarebbe intanto rappresentato da un’unica graduatoria nazionale e da test con domande attinenti alla preparazione scientifica necessaria. Sempre nella massima trasparenza e senza nessun pertugio di arbitrarietà”.



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TAGS test medicina università

01/09/2010 17:04

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