
L’agenda politica
Napolitano: “Concentrarsi sull’economia”
Il presidente della Repubblica invita la politica a non trascurare “l’andamento della congiuntura sul piano mondiale, europeo e nazionale”, “anche se è stata approvata la manovra”. Maggioranza e governo: “Si va verso una evoluzione più benigna”
La politica deve occuparsi dell’economia. L’appello viene dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, secondo il quale in questa fase delicata “la politica si dovrà concentrare per forza” sull’economia, “anche se è stata approvata la manovra”. “Bisogna verificare soprattutto – ha aggiunto Napolitano – qual e’ l’andamento della congiuntura sul piano mondiale, europeo e nazionale”. Un invito esplicito, da parte del Capo dello Stato, a calibrare l’agenda politica sulle vere priorità nazionali.
Quanto alla situazione nel governo e nella maggioranza, ha detto Napolitano nel corso di una visita a Venezia, “c’è una grande molteplicità di idee, sovrapposizioni di ipotesi su cosa succederà”. Ma “si va verso una evoluzione più benigna”, anche se “siamo nella febbre politica”. “Ho già detto che non faccio previsioni, quando accade qualcosa che coinvolga le mie decisioni, allora rifletto e adotto e motivo le decisioni”, ha aggiunto Napolitano rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano una valutazione della situazione politica. “Attualmente, non c’è che da leggere, cercando di non confondersi quotidianamente troppo le idee”. “Leggere quello che viene detto – ha continuato - e i passi che vengono annunciati, i tremila punti interrogativi che poi a un dato momento si scioglieranno”.
Quanto ai rapporti istituzionali col governo, e ai provvedimenti in discussione che potrebbero essere approvati dal Parlamento e richiedere la firma del Capo dello Stato – come ad esempio la legge sul processo breve – Napolitano ha ricordato l’iter del ddl intercettazioni. “Sapete che fine ha fatto questa legge? – ha chiesto – siete informati?”. Alle domanda se il ddl sia su un binario morto il presidente della Repubblica ha risposto: “Ecco”.
Quanto ai rapporti istituzionali col governo, e ai provvedimenti in discussione che potrebbero essere approvati dal Parlamento e richiedere la firma del Capo dello Stato – come ad esempio la legge sul processo breve – Napolitano ha ricordato l’iter del ddl intercettazioni. “Sapete che fine ha fatto questa legge? – ha chiesto – siete informati?”. Alle domanda se il ddl sia su un binario morto il presidente della Repubblica ha risposto: “Ecco”.
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01/09/2010 13:02














