
Lo scontro
Fiat, la Fiom non accetta deroghe al contratto
Landini: “Se passa l’idea che le leggi non si devono rispettare, come sta facendo la Fiat, è un brutto segnale”. Con le deroghe “non si risolve niente, bisogna invece rivedere qualità dei prodotti e strategie negli investimenti”
“Se passa l’idea che le leggi non si devono rispettare, come sta facendo la Fiat, è un brutto segnale”. Per Landini “questo significherebbe che ognuno può fare quello che ritiene opportuno. Quello che hanno detto il Presidente della Repubblica, la Fiom e i vescovi deve essere ascoltato, altrimenti si va verso un imbarbarimento sociale. Non abbiamo assolutamente intenzione di far passare l’idea che per lavorare si debbano cancellare i diritti e la dignità delle persone. Questi tre lavoratori - ha concluso Landini riferendosi ai tre operai reintegrati dal giudice del lavoro nello stabilimento di Melfi – hanno diritto di tornare a lavorare”.
Fiat: Vendola a Melfi, violati diritti elementari
“In un momento in cui il ministro Tremonti ritiene non sopportabile per la competitività le leggi sulla sicurezza del lavoro e mentre Marchionne invoca la fine della lotta di classe, nella vita reale delle fabbriche si può procedere alla violazione dei diritti elementari”. Lo ha detto ieri a Melfi davanti ai cancelli della Fiat il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola nell’ambito di un presidio organizzato dalla Fiom-Cgil. “Quando il governo centrale dismette gli abiti dell’arbitro e scende in campo dalla parte dell’impresa sono le voci del presidente Napolitano e della Chiesa a ricordarci che la dignità umana - ha aggiunto Vendola - vale anche all’interno di una fabbrica”.
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31/08/2010 14:27













