L’anno parte nella contestazione contro i tagli del governo. Tre insegnanti in sciopero della fame chiedono di incontrare Gelmini. Palermo, assemblea permanente all’ufficio scolastico provinciale. Scure su 25mila cattedre e 15mila posti di personale Ata
Il mondo della scuola apre l’anno all’insegna della contestazione. Proprio come nel 2009, la protesta è partita dai precari: sostenuti da associazioni e movimenti, insieme ad alcuni sindacati, i lavoratori contestano i tagli del governo in Finanziaria, che riguardano circa 25mila cattedre e 15mila posti di personale Ata. Tra questi, una parte degli esuberi è stata ammortizzata dai pensionamenti, oltre 30mila, ma va conteggiato anche il personale di ruolo, soprattutto docenti, che ha perso il posto e in agosto è stato reimpiegato su uno libero. Di rimando sono diminuiti i posti per i precari in lista d’attesa, circa 250mila docenti in graduatoria e 70mila personale Ata.
Circa quaranta precari sono in assemblea permanente all’ufficio scolastico provinciale di Palermo. Lo riferiscono fonti di agenzia. In un primo momento si era parlato di un’occupazione, ma l’ufficio ha specificato che è stata concessa una stanza ai precari per riunirsi. Oggi pomeriggio è prevista un’assemblea aperta ai cittadini proprio davanti all’ufficio. Intanto, tre insegnanti sono in sciopero della fame da due settimane, due di questi sono partiti sabato per Roma. Chiedono di incontrare il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.
Gelmini “risponda positivamente alla richiesta d'incontro da parte di Giacomo Russo e Caterina Altamore, precari della scuola di Palermo che stanno attuando lo sciopero della fame a Montecitorio per rivendicare il diritto al lavoro”. L'appello viene dal segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo. “Le domande che essi vogliono rivolgere alla ministra – a suo giudizio - attengono alla condizione sempre più disastrosa della scuola pubblica per effetto dei pesantissimi tagli”. Quindi il segretario prosegue: “Quando si arriva a mettere in gioco la propria vita per essere ascoltati significa che non esiste più democrazia e civiltà. Le persone non sono numeri e la dignità viene prima delle logiche contabili”. L’incontro con Gelmini, aggiunge, “sarebbe un gesto importante per evitare ulteriori tensioni ed aprire una fase di dialogo senza del quale non si può innovare la scuola italiana”.
Sui soprannumerari dal dicastero non sono arrivate cifre ufficiali. A quanto si apprende, però, si tratta di un numero consistente: le stime dei sindacati indicano tra i 7mila ai 12mila “ricollocati”. Secondo i conti, quindi, i precari che non troveranno la cattedra dovrebbero essere tra i 22mila ed i 27mila. Per migliorare la situazione non è bastato il decreto estivo del governo: assunzioni di oltre 16.500 unità di personale precario: si tratta di 10mila docenti (di cui 5.022 di sostegno, 1.681 all'infanzia, 792 alla primaria, 1.740 alla secondaria di primo grado e 729 alla secondaria) e 6.050 amministrativi, tecnici ed ausiliari (più 450 direttori dei servizi generali ed amministrativi, gli ex segretari).