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Fiat, anche la Chiesa in campo

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Il presidente della Cei Bagnasco sul caso Melfi auspica una soluzione “definitiva ed equa per tutti” e invita a seguire le parole di Napolitano. Intanto oggi si torna al lavoro in diversi siti del Lingotto, ma per molti incombe nuova cassa integrazione

 (immagini di Fabrizio Ricci)
La Chiesa prende posizione sul caso Fiat a Melfi e lo fa con il suo portavoce più autorevole, il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. L'auspicio, lanciato ieri da Genova, è che “si risolva la vertenza Fiat nel modo migliore per tutti” e che vengano seguite appieno le parole del Capo dello Stato, che rappresentano secondo Bagnasco, “una linea di azione valida per tutti”

Sulla vertenza Fiat e la disoccupazione crescente
in Italia il cardinale Bagnasco ha anche lanciato un appello alla politica: “Il lavoro – ha detto - è fondamentale per costruirsi una famiglia. Ripeto: speriamo che attraverso un dialogo insistente e intelligente si possa arrivare a una soluzione definitiva ed equa per tutti”.

Il nuovo monito del capo dei vescovi italiani
arriva dopo l’intervento di Giancarlo Maria Bregantini, presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro che proprio nei giorni scorsi aveva invitato il Lingotto ad “obbedire alle sentenze”. Così come qualche giorno prima era stato il quotidiano dei vescovi, l’Avvenire, a sostenere in un editoriale che l’azienda automobilistica aveva “sbagliato” a forzare la mano con i tre operai di Melfi, insistendo con una “una strategia così rischiosa, dagli esiti incerti”.

Intanto in casa Fiat
, oggi riaprono i cancelli di Mirafiori, ma la produzione riprenderà solo il 6 settembre e fino ad allora gli oltre 5.000 operai dello stabilimento torinese saranno ancora in Cig. Rientrano in fabbrica oggi invece i 1.400 lavoratori di Termini Imerese per i quali la cassa integrazione ripartirà però il prossimo 22 settembre. Anche i lavoratori dello stabilimento di Melfi, dove si produce la Punto, saranno collocati in cassa dal 22 settembre all’1 ottobre prossimo. Lavoro fermo anche a Pomigliano, dove prosegue la Cig avviata anche per i lavori necessari a riconvertire lo stabilimento alla produzione della Panda. E dove le assunzioni da parte della NewCo di Fiat non arriveranno prima di un anno. L’attività riprenderà invece a Cassino e alla Sevel di Pratola Serra.

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TAGS fiat bagnasco

30/08/2010 09:27

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