Rubriche

Blog

Il PuntoRassegnadosFuori classeRoba da mattiSull'asfaltoCinePressaRendiamoci ContoRadio cracNote a margineChe senso che faUomini e CittàA tutta rete

Multimedia

Speciali



Meeting Cl

Marchionne: “La Fiat rispetta la legge”

   Print  

L’ad del gruppo: “Gravi accuse mosse alla Fiat”. Duro con i 3 lavoratori di Melfi (“illeciti” e “sabotaggio”) e con la Fiom (“accuse pretestuose”). Appello per un nuovo patto sociale, “o gestiremo i cocci del passato”. Per Napolitano “grande rispetto”

di rassegna.it

 (immagini di internet)
Nella vicenda di Melfi la Fiat “ha rispettato la legge”, mentre i tre lavoratori licenziati e reintegrati dal giudice non l’hanno fatto, arrivando a “illeciti” che hanno sconfinato nel “sabotaggio”. L’amministratore delegato di Fiat Group, Sergio Marchionne, sceglie parole pesanti per intervenire nella polemica sullo scontro tra l’azienda e i lavoratori. Lo fa in un atteso intervento al meeting Cl di Rimini. Lo fa dopo giorni infuocati. Dopo il reintegro di Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli da parte del giudice. Dopo il rifiuto, da parte della Fiat Sata di Melfi, di fare rientrare i tre in produzione. Dopo la lettera del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Dopo le critiche della Cei e di molti altri al comportamento della Fiat.

“Non posso ignorare la gravità delle accuse che ho sentito muovere verso la Fiat”, dice Marchionne ricordando che “gli eventi delle ultime 48 ore mi hanno costretto a cambiare radicalmente il testo del mio discorso”. Ma “la Fiat ha rispettato la legge e ha dato pieno seguito al primo provvedimento provvisorio della magistratura”. “Abbiamo reinserito in organico i lavoratori nel pieno rispetto dei diritti sindacali – spiega l’ad -. Ho sentito parlare molto di dignità e di diritti di questa vicenda ma questi non possono essere un patrimonio esclusivo di tre persone, devono essere riconosciuti a tutti”.

Rincara Marchionne: “E’ inammissibile tollerare e difendere alcuni comportamenti”, che vedono “la mancanza di rispetto delle regole e di illeciti arrivati in qualche caso al sabotaggio”.

Non è giusto nei confronti dell’azienda e di tutti gli altri lavoratori”. Marchionne aggiunge: “Mi rendo conto che a Melfi abbiamo preso decisioni non popolari, ma non si può far finta di niente davanti a quella che per Fiat è una violazione della vita civile in fabbrica”.

L'imprenditore “merita se non stima, almeno rispetto”, dice Marchionne ricordando che la Fiat è l’unico gruppo ad aver investito 20 miliardi di euro in Italia con il progetto “Fabbrica Italia” (“un grande progetto perché nasce da nobili intenzioni”). Pur essendo proprio l’Italia “l’unica area del mondo in cui Fiat è in perdita”.

Lo scontro, per Marchionne, è “visto da alcuni con la lente deformata del conflitto, ma non siamo più negli anni 60. Non è possibile gettare le basi per il domani continuando a pensare che ci sia una lotta tra padroni e operai, tra capitale e lavoro”. Serve invece “un patto sociale per costruire il cambiamento”. Perché – sostiene Marchionne – “se non siamo disposti ad adeguarci al mondo che cambia ci ritroveremo a gestire solo i cocci del nostro passato”.

Ma a chi non approva il progetto Fiat nella sua interezza, come la Fiom Cgil, Marchionne riserva una sonora bocciatura: “Le accuse pretestuose da una parte del sindacato non aiutano a mantenere un clima sereno”. Mentre alla Cisl e alla Uil di Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti Marchionne rivolge un ringraziamento esplicito: “La maggior parte delle persone ha compreso l’impegno e la sfida” della Fiat sul mercato.

Poi, a microfoni spenti, parlando con i cronisti, Marchionne ha smussato un po’ i toni rispetto all’intervento del palco. “Ho un grandissimo rispetto per il presidente della Repubblica come persona e per il suolo ruolo istituzionale – ha detto - e accetto da lui un invito a cercare di trovare una soluzione a questo problema”. “Accetto quello che ha detto come invito a trovare una soluzione e mandare avanti le cose”.

Sempre a margine del meeting Cl Marchionne ha smentito l’indiscrezione che vorrebbe l’Alfa Romeo a un passo dall’essere venduta alla Volkswagen. “Non ci sono rapporti tra Fiat e Volkswagen” per la vendita dell’Alfa, ha detto Marchionne. “No, non la vendo”, ha aggiunto l’ad.

Per l’ad di Fiat, inoltre, è possibile una revisione al rialzo dei target 2010. “Probabilmente sì”, ha detto, dopo i dati del terzo trimestre che sta andando “abbastanza bene”.



Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS fiat marchionne

26/08/2010 13:00

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


  • dalla home page

  • correlati

  • tags

Fiat: anche Marchionne scrive a Napolitano

“Rispetto per la magistratura, ma anche difesa della scelta fatta con il tipo di reintegro adottato per i tre operai”

Fiat Melfi, arriva anche la cassa integrazione

I lavoratori a casa dal 22 settembre all’1 ottobre. La cig è dovuta alla “discesa della richiesta di mercato”. I 3 operai licenziati si presentano ai cancell, in attesa di sviluppi dopo la risposta di Napolitano. La Cei col presidente: intervento incisivo

Napolitano alla Fiat: “Superare grave episodio”

Il Capo dello Stato risponde alla lettera inviatagli dai tre operai licenziati a Melfi ed esprime “profondo rammarico” per la situazione. Ora sta all'autorità giudiziaria intervenire e a quella, dice il Presidente, “tutti dobbiamo rimetterci”

Alcune immagini