
Epifani: servono meno contratti, non più
Per il segretario della Cgil servono ccnl più larghi e generali insieme ad un secondo livello di contrattazione effettivamente più diffuso
Servono meno contratti nazionali e non più, e servono contratti più larghi e generali insieme ad un secondo livello di contrattazione effettivamente più diffuso. A sostenerlo è Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, che in un'intervista al 'Corriere della Sera', spiega come sia fondamentale “trovare un compromesso tra le ragioni del mercato e la condizione e i diritti dei lavoratori”. Invece oggi, ribadisce il leader della Cgil “si chiedono contratti più piccoli - è il caso dell'auto - e non si allarga la contrattazione aziendale e territoriale, cosa che invece in molti contratti da noi firmati siamo riusciti a raggiungere: uno per tutti quello degli edili”.
L'obiettivo, secondo il segretario della Cgil, dovrebbe quindi essere quello di “passare da 400 a qualche decina di contratti nazionali che, in modo particolare sulle questioni degli inquadramenti e degli orari, abbiano norme meno specifiche, favorendo la gestione del secondo livello di contrattazione. Fermi restando l'universalità dei diritti fondamentali e la necesità di trovare un'intesa e poi una legge per far votare i lavoratori e misurare l'effettiva rappresentanza sindacale”.
“Questa è - conclude Epifani - la strada del futuro se non si vuole tornare a 1.000 contratti di settore o di gruppo, con la relativa balcanizzazione delle normative e dei diritti o con un uso improprio delle deroghe contrattuali”.
L'obiettivo, secondo il segretario della Cgil, dovrebbe quindi essere quello di “passare da 400 a qualche decina di contratti nazionali che, in modo particolare sulle questioni degli inquadramenti e degli orari, abbiano norme meno specifiche, favorendo la gestione del secondo livello di contrattazione. Fermi restando l'universalità dei diritti fondamentali e la necesità di trovare un'intesa e poi una legge per far votare i lavoratori e misurare l'effettiva rappresentanza sindacale”.
“Questa è - conclude Epifani - la strada del futuro se non si vuole tornare a 1.000 contratti di settore o di gruppo, con la relativa balcanizzazione delle normative e dei diritti o con un uso improprio delle deroghe contrattuali”.
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26/08/2010 10:43













