Un ordigno esplode nella notte contro l’abitazione di Salvatore Di Landro, nessun ferito. L’uomo era in casa con la moglie. Non è la prima intimidazione contro il magistrato, che dice: “Vogliono farmela pagare perchè ho sempre fatto il mio dovere”
di rassegna.it
Un ordigno ad alto potenziale è stato fatto esplodere stanotte (26 agosto) verso alle 2 contro l'abitazione del procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, nella zona di Parco Caserta. Al momento della deflagrazione Di Landro si trovava in casa insieme alla moglie. Nessuno rimasto ferito. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine.
L'esplosione ha provocato danni gravi anche al portone dell'edificio in cui abita Di Landro. Il palazzo, invece, non ha subito danni strutturali. Nell'edificio davanti al quale stato fatto esplodere l'ordigno abitano, oltre a quella del magistrato, altre quattro famiglie, ma non c'è alcun dubbio, secondo gli investigatori, che l'intimidazione fosse diretta contro il procuratore generale.
Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, l'ordigno era collegato ad una miccia a lenta combustione e sarebbe stato confezionato con tritolo.
Quella di oggi non è la prima intimidazione che viene compiuta contro il magistrato. Nello scorso mese di giugno persone non identificate sabotarono l'automobile di servizio di Di Landro, allentando i bulloni di una ruota. La vettura si trovava nel parcheggio del Centro direzionale, dove vengono lasciate le vetture di servizio dei magistrati della Dda e della Procura generale di Reggio Calabria. Un atto che, secondo il giudizio degli investigatori, avrebbe potuto comportare gravi conseguenze per il magistrato, oggetto anche successivamente di minacce.
“Vogliono farmela pagare, evidentemente per il fatto che ho sempre ed in ogni circostanza fatto il mio dovere di magistrato”, ha commentato Di Landro interpellato dall'Ansa.