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Fiat Melfi, arriva anche la cassa integrazione

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I lavoratori a casa dal 22 settembre all’1 ottobre. La cig è dovuta alla “discesa della richiesta di mercato”. I 3 operai licenziati si presentano ai cancell, in attesa di sviluppi dopo la risposta di Napolitano. La Cei col presidente: intervento incisivo

di rassegna.it

Foto roccia (da Flickr)
I lavoratori dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat Sata - dove si produce la Punto Evo – andranno in cassa integrazione da mercoledì 22 settembre a venerdì 1 ottobre. La notizia è stata comunicata oggi (25 agosto) da fonti sindacali, poi è arrivata anche la conferma dell’azienda. Per il sito produttivo, già colpito dalla vicenda dei tre operai licenziati e reintegrati dal giudice del Lavoro – ma non dall’azienda -, arriva anche un periodo di “riposo forzato” di dieci giorni. La scelta della cig, ha spiegato il Lingotto, è dovuta alla “discesa della richiesta di mercato”.

Intanto anche oggi, per il turno delle 14, sono tornati davanti ai cancelli nell’area industriale i tre operai non ammessi alle linee di produzione della fabbrica. Lo riferisce l’Adnkronos. Hanno dichiarato che intendono farlo tutti i giorni ma, così come ieri e a differenza di lunedì, non hanno varcato i tornelli. La novità è la risposta del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, alla loro lettera aperta, per la quale si sono detti “molto soddisfatti”. Nel frattempo la Fiom sta procedendo con le iniziative legali. Le tute blu della Cgil aspettano i prossimi sviluppi dopo l’intervento del Colle.

Cei, Napolitano nobile e incisivo

Un intervento che è stato apprezzato anche dai vescovi. “L’intervento del presidente Napolitano è stato nobilissimo, rapido, incisivo e lucido”. E’ quanto ha detto mons. Giancarlo Maria Bregantini, Arcivescovo di Campobasso-Boiano e Presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. “L’azienda - ha aggiunto - ha dei compiti e degli obblighi non solo di natura economica ma anche di natura personale”, spiega Bregantini. Per questo non basta, ha spiegato l’arcivescovo, che la Fiat dica ‘continuo a dare lo stipendio’. L’azienda, ha detto l’esponente della Cei, ha diversi compiti: “C’e’ l’aspetto del mantenimento, e questo è dato dalla paga. Poi c’è la funzione sociale, cioè la responsabilità verso la persona e l’ambiente, quindi la dignità di fronte a Dio”.

Marcegaglia, Fiat in linea con legge
Per la Confindustria, invece, la Fiat ha agito secondo la legge. La decisione di bloccare i tre lavoratori a Melfi “non è in disaccordo con quella del giudice” secondo il presidente, Emma Marcegaglia. “Ciò che ha fatto Fiat - a suo giudizio - è in linea con la legge: tutti devono rispettare le decisioni del giudice, ma quella di Fiat non è in disaccordo con quella del giudice”.

» Napolitano, superare grave episodio



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25/08/2010 16:01

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